Cose Fighe · Opinioni Opinabili

Dreamy Eyeshadow Palette di Nabla Cosmetics | Swatches e Prime Impressioni

La prima palette Nabla Cosmetics, la Dreamy Eyeshadow Palette, è stata messa in vendita il 18 Ottobre ed in due giorni è andata sold out sul sito ufficiale. Potete ancora trovarla presso i rivenditori autorizzati, sia online (su Maquillalia, per esempio) sia in negozi fisici (bioprofumerie varie), nel caso vi fosse sfuggita, e prima o poi tornerà anche sul sito di Nabla.
Il fatto che una palette che non sia in edizione limitata vada sold out in così poco tempo fa capire quanto hype ci sia stato dietro quest’uscita, hype a cui ho ceduto anche io nonostante avessi dei dubbi.

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Kat Von D Beauty e la vana speranza di vederla in Italia

Tra le certezze della vita, assieme all’autobus che passa cinque minuti prima l’unica volta che sei in ritardo di cinque minuti e la fetta di pane con la Nutella che ti cade dalle mani spatasciandosi per terra dal lato della cioccolata costringendoti a pulire ovunque, c’è il fatto che in Italia i trend arrivano sempre con un po’ di ritardo, a volte di anni interi.
Ovviamente ora che c’è internet è tutto molto più facile, tranne, a quanto pare, acquistare prodotti beauty dall’America; a volte non spediscono in Italia, a volte spediscono volentieri ma tra spese di spedizione e dogana ti ritrovi a spendere l’equivalente del debito pubblico italiano per due rossetti e un blush.
Non a caso è nato una sorta di mercato nero di gente che rivende a prezzi triplicati prodotti che negli US non costano poi così tanto e vengono pure trattate come gentilissime persone dall’animo nobile, tipo Robin Hood. Io semplicemente gnaafaccio e mi limito a cercare rivenditori europei che non se ne approfittino troppo.

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Tra tutti i brand non ancora presenti sul suolo italiano, Kat Von D Beauty è quello che più mi manca; non a caso è l’unica marca che ho acquistato quando sono stata a San Francisco lo scorso novembre, non potendo purtroppo dare fondo a tutti i miei risparmi perché la carta prepagata era già provata da brevi ma intense incursioni mangerecce da Starbucks (sì, lo so, le catene, la globalizzazione, il McDonald’s, ma il Caramel Brulèe Latte era una bomba e non regretto niente). Negli ultimi mesi Kat Von D è finalmente sbarcata in Europa, per ora limitandosi alla Spagna ed ai paesi scandinavi. Scommetto che arriverà ovunque prima che in Italia, ma è una scommessa che sarei lieta di perdere. Chissà.

I prodotti in mio possesso attualmente non sono così tanti, ma la loro qualità mi fa veramente venir voglia di prendere tutto o quasi: ho il Lolita Lip Duo, ovvero due minisize degli Everlasting Liquid Lipstick in Lolita e Lolita II; un Everlasting Liquid Lipstick nel colore Exorcism, un Metal Crush Eyeshadow nel colore Raw Power e il famoso Tattoo Liner in Trooper.

Gli Everlasting Liquid Lipstick sono i rossetti liquidi opachi che vanno tanto di moda ora, e sebbene io non ne abbia provati molti, questi sono sicuramente i migliori. La consistenza non è né troppo liquida né troppo densa, durano tantissimo, sono super opachi e non vanno nelle pieghe.
Lolita è un descritto come un “chestnut rose”: dovrebbe essere un rosa marroncino medio, su di me è un marrone leggermente rosato decisamente scuro. Non so se io abbia beccato una delle versioni uscite male (il problema è noto), ma l’effetto sulle mie labbra è diversissimo dalle immagini trovate in rete. Mi va bene, ma fosse stato più chiaro l’avrei trovato nettamente più versatile.
Lolita II è un “terracotta nude”: un bel nude dal sottotono caldo, terracotta sì ma chiaro.
Exorcism è un “ripe blackberry”: a metà fra il prugna e il borgogna è un bel rossettazzo scuro, non è un colore molto saturo ed è leggermente freddo. Rispetto ai colori più chiari questo risulta un filo meno omogeneo ma comunque non dà problemi.

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I Metal Crush Eyeshadow sono gli ombretti singoli, ce ne sono 11 in tutto e credo di aver scelto uno di quelli che mi sta peggio, ovvero Raw Power, un bellissimo rosso borgogna con riflessi arancio e decisamente caldi. Si sfuma che è un piacere e col primer resiste per ore e ore. Dallo swatch che ho fatto non si direbbe, ma vi assicuro che dal vivo – e applicato meglio – è tutta un’altra cosa.

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E poi c’è il Tattoo Liner, ovvero quello che secondo me è uno degli eyeliner in penna migliori in circolazione, se non IL migliore. La punta è a pennello, estremamente precisa, infatti la prima volta che l’ho usato ho fatto un casino. Diciamo che non è a prova di stupido, un minimo di manualità bisogna averla perché scivola e scrive abbbomba ed è facile sbagliare, ma una volta ottenuta la giusta dimestichezza è perfetto. Gli voglio molto bene e lo sto usando con parsimonia perché appunto per ricomprarlo non so ancora che giri assurdi mi toccherà fare.

Vi lascio come al solito gli swatch comparativi con altri rossetti liquidi opachi che possiedo. Stavolta niente foto con i rossetti perché ho le labbra spaccate (grazie, temperature in calo, gentilissime), però ho ripescato dei selfie fatti con la fotocamera frontale del telefono dove indosso il Tattoo Liner e i tre rossetti, che trovate a questo link perché non mi sembrava il caso di mettere il mio faccione sulla home del blog.

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Buon inizio settimana a tutti ♥

Opinioni Opinabili

Velvetines di Lime Crime ovvero come dare soldi ad aziende malvagie

Se c’è una cosa di cui sono sicura è che non sono mai sicura di niente, quindi non mi sono sorpresa più di tanto quando mi sono ritrovata ad ordinare non una, ma ben tre Velvetines di Lime Crime.

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Io avevo detto no a Lime Crime come la tipa di Valsoia ha detto no al colesterolo, perché fondamentalmente Lime Crime è un’azienda opinabile e infida. In rete trovate interi blog dedicati a Lime Crime e al perché sia circondata da scandali, odio e pettegolezzi sin dai suoi albori, cosa che, a mio avviso, nessuna altra casa cosmetica ha sofferto in questo modo: vi lascio il link a questo esaustivo articolo di Racked, pieno di riferimenti e collegamenti quasi impossibili da spulciare in una sola seduta intensiva di gossip.
Tra le critiche mosse a Lime Crime, a partire dalla sua fondatrice famosa anche per aver riversato in rete graziose foto di lei vestita da Hitler, ci sono accuse di aver comprato all’ingrosso dei pigmenti per poi riconfenzionarli così come erano e venderli a prezzi triplicati negando ovviamente il tutto, problemi con la FDA e soprattutto l’aver ignorato l’hacking del loro sito, che ha portato clienti ignari a perdere migliaia di dollari.
Tutte queste belle cosucce mi hanno portata a vedere sempre con sospetto Lime Crime, poi è successo che ‘sti maledetti hanno fatto un Velvetine che si chiama Buffy (che è la mia serie tv preferita) e ho deciso di dargli una chance. Non volevo assolutamente dare i miei dati al loro sito, né tantomeno volevo rischiare le tasse doganali (la dogana, ma cos’è, il MEDIOEVO), quindi ho trovato un rivenditore europeo e l’ho preso lì: per giustificare le spese di spedizione ho buttato nell’ordine con molta nonchalance anche altri due colori oltre il sopracitato Buffy.
Devono smetterla di dare nomi del genere a prodotti appetibili, ho già rischiato di spendere più di 30€ per un inutile duo blush/terra Too Faced solo perché una delle due colorazioni disponibili l’hanno chiamata Ross+Rachel.
Tutta questa pappardella de roba serve soprattutto per spiegarvi che la mia opinione sui Velvetines un po’ è influenzata dai miei sentimenti verso Lime Crime. Voi direte: che hai comprato a fare prodotti di un’azienda che ti fa schifo? E avreste ragione a chiedervelo, visto che questa domanda mi tiene ancora sveglia la notte.

Ma passiamo ai rossetti liquidi e alle loro caratteristiche generali, per poi passare ai colori specifici che ho preso.

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La prima cosa che salta all’occhio è che questi rossetti sono piccoli. PICCOLI. Per darvi un’idea, vi faccio vedere una foto in cui confronto i rossetti liquidi in mio possesso e gli ml di ognuno.
Lime Crime Velvetines, 2,6 ml, 18€ circa – Sephora Cream Lip Stain, 5 ml, 10.90€ – Kat Von D Everlasting Liquid Lipsticks, 6,6 ml, 20€ circa – The Balm Meet Matt(e) Hughes, 7,4 ml, 18€ circa

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Quindi sì, per me i Velvetines sono quasi un furto: il prezzo è in linea con quello degli altri brand, ma avrete molto molto meno prodotto.
Il packaging è carino ma nulla di eccezionale, si tratta di vetro opaco e tappo con roselline e logo stampati.
L’applicatore è il classico applicatore in spugnetta, preciso e rigido, ma non fa gridare al miracolo.
Il prodotto ha una consistenza molto liquida, il colore è subito coprente e ho notato che tendono a scurirsi una volta asciutti.

I colori che ho preso sono tre: Buffy, sul sito descritto come un buff nude, Riot, un red brown, e Fetish, un plum.

Buffy è un nude beige che su di me si ingrigisce parecchio, e lo ritengo la versione marronazza del più famoso Cashmere.  Appena messo ho detto NO NO NO VADE RETRO NO NO NO perché era terribile, veramente una cosa smorta effetto Laura Palmer. Poi si è asciugato ed è rimasto un colore terribile che però mi piace, quindi sono riuscita a trovare il coraggio di uscirci di casa, dimostrandomi schiava della muoooda che ci vuole con le labbra pallide e improponibili.

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Riot più che un rosso mattone è un rosa mattone; c’è indubbiamente una punta di rosso ma non è un rosso vero. Su di me non è il massimo ma non mi dispiace. Al contrario di Buffy. è un colore molto bello e poco impegnativo.

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Fetish è un prugna, ma non è eccessivamente scuro.
Ovviamente come tutti i rossetti esistenti al mondo il risultato cambia moltissimo a seconda del vostro incarnato, su di me tende ad essere abbastanza cupo.

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Il mio giudizio generale su questi prodotti è NOT IMPRESSED.
Nel senso che no, non mi hanno stupito.
La durata è buona (qui bisognerebbe aprire un capitolo lungo quanto la serie delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco per spiegare alle persone che un rossetto, anche se a lunga tenuta, non è una vernice per automobili ed è normale che vada via dopo un pasto a base di sugna e strutto) ma a differenza di rossetti liquidi opachi di altre marche (ad esempio Kat Von D) su di me seccano tantissimo le labbra. È vero che come formulazione tutti questi tipi di rossetti tendono a creare la desertificazione sulla bocca, ma nessuno mi dà quest’effetto veramente fastidioso che ti fa venire voglia di usare la carta vetrata come scrub labbra. Se non si hanno le labbra perfettamente lisce, ‘sta roba te le finisce di distruggere e, come potete vedere, tende ad evidenziare parecchio i difetti della bocca. Sono rossetti no transfer in linea di massima, possono resistere ad una bibita ma ad una pomiciata la vedo difficile, quindi prima di imboscarvi con qualcuno sappiate che potrebbe creare dei problemi.

Vi lascio qualche swatch comparativo con altri prodotti che possiedo. Buffy è senza ombra di dubbio il colore più marrone in mio possesso, quindi temo che non saranno di grande aiuto.

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Per me sono prodotti mediocri, né più né meno. Costassero meno probabilmente li avrei anche consigliati, ma ad un prezzo minore c’è davvero di meglio. Se si cercano colori particolari inoltre ormai sono tantissimi i brand che hanno una proposta molto ampia, sempre cercando fuori dall’Italia: Colourpop, JeffreeStar, Ofra, per dirne tre a caso.

Spero che questo post possa esservi utile, ricordatevi che su di voi i colori possono risultare diversi!
Buon weekend ♥

PS: non postavo un articolo sul blog da 5 mesi, ma fidatevi, se raccontassi tutto quello che mi è successo capireste che sono un’assente giustificata. Cercherò di essere più attiva in futuro perché parlare di make up rimane una delle cose più divertenti che mi capita di fare!