Vita Vera

Fermiamo le Youtubers (Letteralmente) | Vogliamoci bene al lunedì #1

BUON LUNEDÌ!

Se anche voi stamattina vi siete svegliate e dopo aver dato una rapida occhiata allo specchio avete deciso che la vostra faccia oggi proprio non ce la può fare, se anche voi faticate a capire come facciano le dannate youtubers ad essere sempre perfette nei loro video, se anche voi non riuscite a coordinare più di due cose insieme (per me sono viso e unghie, o unghie e capelli, o viso e capelli. Tre insieme non ce la faccio. E non parliamo di depilazioni varie che mi viene il male di vivere) e siete alla ricerca disperata della formula magica che vi permetta di gioire del vostro aspetto anche se non vi fate uno scrub al viso da quattro mesi, non preoccupatevi.

Non siete voi il problema. Voi siete bellissime. E bellissimi.

È colpa loro, delle youtuber, che in quei 15 minuti di perfezione virale hanno il potere di farci spendere trilioni di petroldollari su prodotti che comunque non serviranno a farci sembrare belle come loro.

Io dico basta, fermiamole.

Amanda-ENsingCasey-HolmesgabbifleurcarlySammi model

Vita Vera

Le 7 Fasi dello Shopping da Sephora

Disclaimer: questo post è un mix di fatti dolorosamente personali, esperienze delle amiche e un briciolo di chiaroveggenza su cosa succederà domani alla sottoscritta.

sephora

Fase 1 – “Faccio Solo Un Giro”
Sei in stazione, sei in anticipo perché in cuor tuo sapevi già di voler fare incursione nei vari negozi, sei sola, sei debole.
Cerchi di far finta di niente, lanci un’occhiata alla vetrina di Tally Weijl non capendo né come si pronunci né la muoooda delle ggiovani regazzine de oggi, ti fingi interessata persino ai tramezzini mollicci di Chef Express.
Ma lo sai che sei attratta da quelle vetrine tirate a lucido come Edward Cullen era attratto dalla puzza di Bella: vorresti che non fosse così, vorresti essere altrove, ma non puoi negare quell’impulso primordiale, che sembra dirti ENTRA. VARCA LA SOGLIA. COMPRA.
E così hai già un piede sul pavimento nero, e con la coda dell’occhio vedi che sei circondata dai colori e dagli scintillii, e il mondo fuori sembra solo un posto cattivo che non ti capisce.

Fase 2 – “No Grazie, Sto Dando Un’Occhiata”
Ci sono due categorie di commesse che lavorano da Sephora:
– quelle anime bellissime che al tuo “NO, grazie, sto dando un’occhiata” ti rispondono con il sorriso (vero o falso che sia) e con un semplice ma efficace “prego, se ti serve qualcosa chiedi pure!”
– quelle maledette che ti dicono “vuoi provare X? Vedo che ne hai bisogno perché sembri un po’ Y!”
(Esempio per esperienza tristemente personale:
“Ciao! Vuoi provare il nuovo Roller Lash di Benefit?”
“No grazie, anche perché se lo provo poi lo compro, non posso!”
“Ahaha dai! Anche perché vedo che hai le ciglia molto dritte, ti SERVE qualcosa che le incurva!”
AMICA STAI CALMISSIMA CHE COME SONO LE MIE CIGLIA È UN PROBLEMA MIO, STO ANCHE USANDO IL THEY’RE REAL CHE HO COMPRATO DA VOI, PERCHÉ VUOI FARMI QUESTO)

Sospetto che nel training di alcune addette vendita di Sephora ci siano giornate dedicate al “Come insultare le clienti e far passare l’insulto come un consiglio”.
Lo so che dovete vendere, lo so che conoscete l’effetto dei vostri negozi sulle povere stronze come me.
Lasciatemi sola col mio dolore, le mie ciglia dritte, il mio contorno occhi arido e la mia povertà.

Fase 3 – “Provo Solo Qualche Rossetto”
Visto che ormai sei lì, perché non provare quel rossetto di cui hai sentito parlare in un video di quella youtuber sconosciuta?
Perché non swatchare tutta la Naked 2 sul braccio per l’ennesima volta?
Che fai, non lo provi il correttore Urban Decay?
E così via, fino a non avere più centimetri di pelle che non siano ricoperti da rossetti, ombretti, glitter e matite nere.
Finisci col prendere i dischetti di cotone e lo struccante che fortunatamente sono in quasi tutti i corner, ti dai una pulita sommaria, fai per buttare i dischetti ormai lerci, ti accorgi che i cestini sono pieni; l’unica cosa da fare è guardarti intorno con aria confusa e poi metterli in tasca, nonostante la tentazione di buttarli a terra, o peggio di infilarli nel c…NASO della commessa di prima.

Fase 4 – “Quasi Quasi Lo Prendo…”
È matematico che ci sia ALMENO UN prodotto che ti piaccia.
Sai che non ne hai bisogno, sai che costa troppo, sai che forse manco lo userai, ma in quel momento a te non frega uno stracazzo di niente: lo vuoi. Fine. Game over.
Non sei più te stessa, non sei più lucida (di mente, la tua faccia probabilmente sarà madida di sudore per lo sforzo di trattenerti dal prendere tutto), non sei più niente se quel benedetto gingillo cosmetico non sarà tuo.
Inizi a fare i conti di quanto hai speso nel weekend, che se non mangiavi quella pizza al lardo e colpevolezza ora avresti altri soldi da spendere dalla tua dea Sephora e avresti pure meno ciccia, che se evitavi di comprare roba inutile come mutande e calzini forse quel primer occhi sarebbe stato tuo…
Ma poi, ridacchiando (nella tua testa) come una quindicenne che compra il Bacardi Breezer (chiedo scusa alle quindicenni, ai miei tempi andava di moda quello, ora cosa usate per far finta di essere sbronze?) pensi solo a cose come #YOLO e “NON COMPRO PIÙ NIENTE PER UN MESE” (AHAHAHAHAHHAHA): contatti la commessa che prima ti ha guardato cordialmente stupita quando al suo “hai il contorno occhi arido” le hai risposto che la crema da 180€ non la vuoi e le dici “SCUSI, VORREI PRENDERE QUESTO”.
Se siete fortunate, prenderete UNA cosa.
Se siete deboli, e credetemi che non siete sole e non lo sarete mai (vi capisco moltissimo), probabilmente prenderete anche altro. Molto altro.
In ogni caso, il momento della fila alle casse è quello che tutte noi dobbiamo temere, a prescindere da acquisti mirati e follie impulsive.

Fase 5 – “Uh, Ma Costa Così Poco…”
Ho sentito delle youtuber chiamare la fila alle casse “the aisle of doom”.
Hanno ragione.
Sei lì in fila, con la Sephora Black (o Gold se siete irrecuperabili) in mano, eccitata, ti guardi intorno.
E attorno a te ci sono solo cose che costano poco, perché sono quasi sempre minisize. Sono lì. Per attirarti, come le falene contro le fiamme in estate. E nonostante tu sia più intelligente di un lepidottero qualunque, farai la loro stessa fine.
Inizi a farci un pensiero.
“Oh, ma questa è la cipria MUFE, che piccola, durerà poco? Sta solo 14€ contro i 40€ della full size…”
“Il Porefessional! Lo provo? Sta solo 10€!”
“Oddio, un unghia di prodotto della GlamGlow per soli %#@ euro! Pochissimo!”

Quella davanti a te ha appena finito di pagare il suo conto da 380€, la guardi malissimo mentre sta per ritirare lo scontrino.
Hai pochissimi secondi per decidere: che fare?
Comprare qualche minisize convincendosi che sia un vero affare?
Essere forti e granitiche?
In un impulso malato, afferri sciattamente qualcosa a caso e sbatti tutto sul bancone.
È finita.

Fase 6 – “Cazzo.”

Esci dalle porte di vetro e ti senti bene, le commesse ti sorridono compiaciute, non vedi l’ora di provare i tuoi nuovi acquisti, di instagrammare tutto usando descrizioni e hashtag discutibili, tipo “spesuccia di oggi ihihihih xD xD #citrattiamobene #lu$$o”.
È quando il tuo culo si spalma sul sedile del treno che sbianchi e realizzi.
Hai appena speso un mucchio di soldi per un mucchio di stronzate.

Fase 7 – “Vabbè… L’importante È La Salute.”

I viaggi in treno sono fatti per riflettere.
Pensi che la vita è breve e che se ci sono piccole cose che ti fanno felice è bene cedervi.
Pensi che tanto i soldi non fanno la felicità, mentre quello che hai appena comprato può aiutarti a sentirti meno cessa, e quindi più sicura di te, e quindi più felice.
Menti a te stessa, ma sai che in fondo in fondo hai ragione tu.
Molto in fondo.
Vabbè, ormai è andata così.
Siamo esseri umani. I momenti di debolezza capitano a tutti.
Ma la prossima volta, ah, la prossima volta…

(fonte foto: vampyvarnish)