Dupes · Opinioni Opinabili

Kat Von D è un’antivaccinista: e adesso cosa compro?

Avere la possibilità di riversare sui social qualsiasi scoreggia mentale produca la nostra mente è un’arma a doppio taglio.
Così come scopriamo con facilità che quel figo che l’altro giorno al baretto ci sembrava simpaticissimo tra uno spritz e l’altro in realtà su facebook condivide post di fake news commentandoli con “roba da matti……….” (spoiler: puntini di sospensione never lie), così si palesa anche una variegata propensione all’essere teste di cazzo da parte di personaggi famosi che un tempo apprezzavamo e supportavamo.

Ecco, ieri è successo a Kat Von D: mi piace parecchio la sua linea di make up, mentre lei come personaggio ha sempre suscitato in me sentimenti contrastanti; sentimenti contrastanti che si sono trasformati in sentimenti ben precisi di orrore quando ha annunciato pubblicamente che non vaccinerà suo figlio.
A me frega poco che sia vegana (scelta che rispetto), che partorisca in casa (scelta che rispetto), ma non riesco ad accettare che una persona che si definisce “well educated” su certe questioni e che, soprattutto, sia seguita da milioni di persone, possa mandare un messaggio del genere, il tutto con toni da povera anima perseguitata che poco si addicono ad un’imprenditrice milionaria. E poi devo dirlo: animal rights, cruelty-free e tutto il resto è molto bello e appassionante, ma a casa lei ha 3 gatti sphynx, che non sono certamente creature salvate dalla strada ma acquistate tramite allevatori. Nel caso in cui li abbia trovati abbandonati per le strade di Los Angeles sono pronta a scusarmi, ma dubito che qualcuno abbandoni un gatto dal valore di un migliaio di dollari. Just saying.
Per fortuna tra i commenti al suo post ci sono anche voci della ragione, ma la verità è che viviamo in tempi bui.

Va da sé che eviterò di comprare prodotti Kat Von D Beauty in futuro, consapevole di essere solo una goccia nell’oceano.
Personalmente, più che il prodotto in sé, amo follemente il packaging del marchio, quindi sarà facile farmene una ragione e rinunciarci.
Ma ci sono alternative a questi prodotti? Ovviamente sì. Parlerò solo di cose che ho provato in prima persona, salvo diversa segnalazione. Tutti i prodotti che menzionerò sono vegan, ad eccezione dei Cream Lip Stain di Sephora di cui non ho la certezza (ovviamente se siete vegan controllate sempre e non fidatevi della mia parola).

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Maestra, la W7 copia i brand più grandi! || Review e foto

Alla fine l’ho capito: il vero motivo per cui non compro le palette Naked della Urban Decay non è tanto per il prezzo, nonostante siano costose come un occhio di ciclope di contrabbando a Notturn Alley, ma più che altro per il fatto che su di me gli ombretti shimmer non li vedo bene.

Questo non vuol dire che non mi piaccia sperimentare per soddisfare le mie velleità Orfeiane, e per questo ho deciso di affidarmi ai tanto amati dupe. Ho già l’Iconic 2 di Make Up Revolution, copia della Naked 2, ma non mi ha soddisfatta al 100%. Ho deciso quindi di provare con la In The Buff Lightly Toasted della W7, praticamente identica alla Naked. La W7 è un brand che ovviamente non si trova in Italia ma è abbastanza facile da reperire su ebay. Visto che c’ero, ho deciso di prendere anche altri due prodotti, perché diciamocelo, un post con 3 recensioni è molto più interessante; l’illuminante Night Glow e la terra Honolulu, rispettivamente molto, molto simili a High Beam e Hoola di Benefit.
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Partiamo dalla palette e dalle differenze con la Naked di UD.
Non avendo l’originale, posso basarmi solo su quello che ho visto e provato in negozio.
La cosa che si nota subito è il packaging: come colori simile alla Naked, ma questa palette è in metallo e non in velluto, un po’ come le successive Naked; in dotazione c’è un pennello di scarsa qualità (è quello che dà un lato ha l’applicatore in spugnetta) e non c’è lo specchietto.

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I colori sono simili a quelli UD, alcuni meno pigmentati e altri un po’ polverosi. Nonostante questo sono davvero rimasta sorpresa dalla scrivenza, specie di quelli più scuri.

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Fino ad ora l’ho provata solo una volta, con il primer Kiko, e dura sicuramente più di qualche ora. Voglio provare ad usarla con il barbatrucco del fissante di Neve Cosmetics (di cui vi parlerò in futuro), ma anche senza direi che regge bene.

Sono 12 colori, 10 più o meno shimmer o 2 matte. A differenza della maggior parte delle palette economiche, la cosa veramente interessante è che ogni ombretto ha un nome, e non sono imbarazzanti come Walk of Shame, Deep Throat e Super Orgasm (vi giuro, Urban Decay e NARS devono rivedere la loro idea di simpatia, o cercarsi amanti migliori).

I nomi non sono scritti sotto gli ombretti ma sul retro della palette.

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Ho provato a fare foto degli swatch, e in 7 anni di esperienza fotografica non ho mai trovato qualcosa di più bastardo da fotografare. Ho anche mani poco fotogeniche, ma spero apprezzerete il fatto che mi sia photoshoppata via la bruciatura fatta con il ferro (MAI MAI MAI usare il ferro senza guanto protettivo, non fate come me). Mi sono addirittura passata il silk epil1.

In questo articolo potete vedere gli swatch delle palette Urban Decay vicino a quelle W7.

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Essendo così simili all’originale, su youtube si possono trovare tonnellate di consigli con diversi look da realizzare, e non vedo l’ora di tuffarmi in un vortice di prove, fallimenti e binge watching di videotutorial.

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Gli unici opachi sono Cracker e Lady Luck, entrambi marroncini. Sono tra i miei preferiti assieme a Twister, forse il più shimmer tra tutti, Di Di e Magic.

Passando agli altri acquisti, sono mesi che adocchio Hoola nello stand Benefit da Sephora. Tutte ne parlano per la sua qualità e per il sottotono freddo, tuttavia io la trovo troppo arancione per la mia carnagione, e temo che spendere 33,50€ per un qualcosa che potrebbe farmi sembrare Snooki non rientra nelle mie priorità. Però tentar non nuoce con qualcosa di simile, no?

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Sarò onesta, Honolulu mi ha sorpresa. È simile, molto simile a Hoola, sia come colore che come texture. Hanno ricopiato anche lo stile delle terre e blush Benefit, ovvero delle scatoline quadrate di cartone. C’è anche un pennello, che non mi sembra affatto male.

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Il colore è assolutamente modulabile, anche se non ho idea se si dica così, quindi sospetto che possa adattarsi bene a diverse tonalità di pelle. Secondo me è un filo più rosso rispetto ad Hoola, ma non lo trovo sgradevole, specie quando è ben sfumato.

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Per finire, parliamo di Night Glow, l’illuminante liquido.

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Anche qui, packaging simile all’High Beam, e il prodotto stesso è quasi identico. Da fuori sembra molto più rosa, in realtà una volta sfumato si nota un po’ meno.

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Stavolta per un confronto con i prodotti originali, sono andata da Sephora a provarli sulla mano, e li ho fotografati con il cellulare. Lo so, lo so. Scusate la qualità, ma spero si capisca. Non è decisamente arancione Hoola? O sono io incapace di distinguere i colori?

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Veniamo a quello che ci interessa davvero, ovvero QUANTO COSTA ‘STA ROBA?

Sul sito su cui l’ho preso, un negozio ebay:
Palette 8,37€ + illuminante 5,58€ + terra 6,28€ = 20.23€

Per curiosità, sono andata a vedere quanto avrei preso se avessi comprato i corrispettivi di lu$$o:
Palette 49,90€ + illuminante 27,90€ + terra 33,50€ = 111,30€

Il mio portafoglio è felice.

La vostra copycat Gioia

1. su metà braccio.