Cose Fighe

Brace Yourselves, Kat Von D Beauty is Coming

Ricordo vividamente il momento in cui varcai la soglia di Sephora a San Francisco nel Novembre del 2015; il negozio aveva appena riaperto dopo la ristrutturazione, era pieno di gente di ogni tipo e il corner di Kat Von D era di fronte all’entrata, rendendolo a conti fatti al centro dell’attenzione. Volevo tutto disperatamente, ma avevo anche un budget disperatamente limitato, e con la mente ottenebrata dalla foga di comprare ho fatto follie poco pensate (ovvero un ombretto bellissimo ma che mi sta da cani).
Adesso che Kat Von D Beauty sta per approdare sul suolo italico in esclusiva da Sephora, rendendoci tutte un po’ più povere, si spera che io riesca a fare acquisti con calma, tranquillità e senza quella vocina interiore che dice “È LA TUA UNICA OCCASIONE, COMPRA A CASO, COMPRA TUTTO!”.

Ci sono diversi motivi per la mia attrazione fatale verso Kat Von D Beauty.
Sicuramente ho trovato i prodotti che ho acquistato veramente molto validi, adoro la formulazione degli Everlasting Liquid Lipstick e l’eyeliner a mio avviso è una cazzo di figata, ma aprezzo anche il range di colori capace di soddisfare sia gli amanti dei colori nude sia chi si sente a suo agio nei colori più disparati.
E poi c’è il packaging. La cura dietro questi prodotti è innegabile, è tutto – o quasi – progettato da Kat Von D stessa, come fa vedere in questo video dal minuto 8:35, e da amante del lettering e della calligrafia non posso che sbavare copiosamente sui vari prodotti.

Dopo questo preambolo però, rimane la domanda: che cosa comprerò? Che cosa invece lascerò a malincuore sugli scaffali ma che in realtà vorrei moltissimo? Cosa mi lascerò sfuggire perché magari non sono convinta per poi rimpiangere quando andrà sold out per mesi?
Dunque.

Alchemist Holographic Palette

“Bella eh, però non so, cosa ci faccio con quegli illuminanti di quei colori?” fu il mio primo pensiero quando la vidi.
Ormai mi conosco e sentivo già delle vibrazioni nella forza, perché dentro di me avevo già capito che era la classica affermazione che nel giro di poche settimane si sarebbe trasformata in un desiderio spasmodico. Non è colpa mia, è che poi ho visto come si trasformano su base nera o marrone, ho visto quanto sono belli come punti luce sugli occhi e niente, sono rimasta abbagliata. Quindi la voglio fortissimamente, ma vorrei vederla dal vivo o quanto meno pensarci su.
Secondo me non sarà mai mia e sento già il cuore che si spezza.

Shade + Light Eye Contour Quads 

Mi piace la Shade + Light Eye ma ho oggettivamente già abbastanza marroni opachi, quindi va da sé che io sia attratta da queste piccole palette.
Tranne la Rust (in alto a destra) le altre mi piacciono tutte, ma sarei indecisa soprattutto tra Sage (in basso a sinistra) e Smoke (in basso a destra).
Questo è un acquisto quasi sicuro, se mai le vedrò dal vivo.

Studded Kiss Lipstick

È assolutamente certo che io ne provi almeno uno.
Ero tutta concentrata da quelli liquidi che non ho neanche dato un’occhiata ai rossetti tradizionali, quindi non ho davvero idea di come siano qualitativamente parlando.
Vorrei: Lovecraft, Lullabye, Motorhead.

Metal Crush Eyeshadow

Solo uno, il Black No. 1.

Lock-It Concealer Crème

I correttori, unico grande amore. Sono curiosa perché sono sempre in cerca del correttore perfetto, pur sapendo che la perfezione non esiste.

Palette Misteriosa (Saint and Sinner) che ancora deve essere lanciata sul mercato

L’ha fatta vedere Kat Von D nel video che ho linkato sopra.
Non mi frega un cazzo se ci sono colori che non uso, stavolta niente lagne tipo “eeeeh ma non la userei”, I DON’T CARE, la voglio, basta cazzate.

E voi? Vorreste qualcosa? ♥

Cose Fighe

Nabla Liberty12 & Friends

Quando Nabla creò la collezione Artika, nel dicembre 2015, mi sono decisa a comprare qualche ombretto assieme alla Liberty6 in edizione limitata, abbagliata dal tema nordico della collezione. Un anno dopo è uscita la collezione Goldust, decisamente troppo calda per i miei gusti ma con delle Liberty che gridavano opulenza e Grande Gatsby, quindi ho preso solo la splendida Liberty12, vuota, e ho relegato la vecchia Liberty6 a palette per gli illuminanti (Angel e Baby Glow).
Finalmente la settimana scorsa ho completato la Liberty12, arrivando a quota 13 ombretti Nabla: 12 refill e uno mono, preso in super saldo nella bioprofumeria che avevo vicino casa.

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Ne comprerò altri? Per ora non ho nessun acquisto in mente, ma non lo escludo, perché alcuni ombretti mi hanno lasciata veramente colpita.
In questo post ho deciso di metterli a confronto con le palette e gli ombretti mono che possiedo: la Naked, la Naked Basics e la Shadow Box e Zodiac di Urban Decay, la Ultra Mattes V2 di Sleek, la Natural Matte di Too Faced e Raw Power di Kat Von D.

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Nota bene: tutti gli swatch sono stati fatti con le dita sulla pelle pulita, senza primer. L’applicazione con il pennello può risultare diversa.

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Fossil è descritto dall’azienda come un “marrone neutro molto chiaro con elementi di sottotono beige e grigi”, infatti lo vedo a metà strada tra un marrone e un taupe: molto simile a Naked 2 (Naked Basics) e Naked (Naked) che è leggermente più caldo, e meno intenso di Cashmere Bunny (Natural Matte). Il mio preferito tra tutti è Naked 2, che uso spessissimo come ombretto di transizione.
Il motivo per cui ho comprato Fossil nella versione mono, oltre al prezzo in saldo, è perché volevo usarlo come polvere da contouring; però continuo a preferire Gotham, della linea Shade & Glow sempre di Nabla.

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Anche se prediligo i colori freddi, in determinate situazioni mi ritrovo a preferire ombretti un filo più caldi: Narciso, un “marrone neutro chiaro con sottotono rosato”, riesce ad essere molto neutro e non grigio, più rosato di Nudie (Natural Matte) e meno arancione di Honey Butter (Natural Matte); poi c’è Flesh (Ultra Mattes V2) che non credo di aver mai usato.

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Non possiedo un marrone neutro o neutro-freddo Nabla, ma siccome è un colore che uso il 70% delle volte che decido di fare uno smokey, mi sembrava giusto far vedere cosa intendo.
Il mio marrone preferito è Faint (Naked Basics), seguito a ruota da Sexpresso (Natural Matte). Un ombretto simile tra i Nabla è quasi sicuramente Camelot.

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Come City Wolf, un “tortora per eccellenza dal sottotono freddo”, non ho nulla, quindi non posso essere sicura che sia davvero il tortora per eccellenza; di grigio ho solo Thunder di Sleek, decisamente più freddo.

Circle è tra gli ultimi che ho preso, un “malva desaturato di media tonalità” che ho intenzione di usare per sfumare i miei (pochi) ombretti viola, prugna e bordeaux: dalla cialda mi sembrava simile a Strapless (Natural Matte) che invece è molto meno malva e più rosa; forse posso abbinarlo a Risqué (Natural Matte) che è un marrone freddo dal vago sottotono prugna, e a Villan (Ultra Mattes V2) un bel prugna bordeaux.

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Desire e Aphrodite sono quelli che uso di meno, e che ho comprato solo perché “boh”.
Desire è “oro rosa di media tonalità” davvero bello e che uso sicuramente con più facilità rispetto ad Aphrodite, un “corallo/rame caldo” che mi sta particolarmente male.
Freelove (Shadow Box) è il figlio più freddo dei primi due, un pochino più freddo, mentre Raw Power (Kat Von D) è il parente più invadente.

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Gli invisibili Atom, Virgin (Naked) e Venus (Naked Basics) si fondono molto bene con la mia pelle: sono tutti e tre molto interessanti usati come illuminanti perché non hanno glitter visibili. Atom, un “illuminante neutro dal sottotono beige-rosato”, è molto simile a Venus, che è più chiaro, e a Virgin, che è più rosa.
Sin (Naked, Shadow Box) è molto più visibile e rosa.
Per la serie “non c’entrano un cazzo l’uno con l’altro”, Frozen, Mushroom (Shadow Box) e Citron.
Frozen è tra i miei Nabla preferiti, “argento ghiaccio chiaro e puro” dall’effetto quasi specchiato, lo amo soprattutto usato come punto luce nell’angolo interno dell’occhio con trucchi sul blu/petrolio.
Citron, “oro lime di media tonalità”, giallo freddo e luminoso, anche questo mi piace come punto luce, soprattutto abbinato al bordeaux/viola.

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(foto che serviva a far vedere meglio gli Invisibili, ma non è proprio riuscitissima…)web_dsc04718
I blu e i verdi sono i miei colori preferiti in generale, ma sugli occhi ho grandissima difficoltà ad usarli con disinvoltura. A vedere questa foto però mi viene sempre più voglia di spatasciarmeli sulla palpebra come se non ci fosse un domani.
Babylon, “intenso verde petrolio”, e Under Pressure, “duochrome blu petrolio bruciato con riflesso teal”, sono le versioni più desaturate di Indo e Moonshadow (Shadow Box).
Diventano particolarmente intensi su base scura.
Gunmetal (Naked), ha più grigio rispetto a Under Pressure ed è più simile a Chattermark di Nabla.
Zodiac (linea Moondust) è unico, con tutti quei riflessi.

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Water Dream, “top coat nude effetto bagnato con perle riflessate”.
Per me ha una bellezza indescrivibile, i glitter sono minuscoli ma hanno un potere riflettente OVER NINE THOUSAND, ma c’è anche un grosso problema, che a conti fatti non me lo fa mai utilizzare: ha un fallout PAZZESCO, che migliora solo leggermente se utilizzato su una base abbastanza grassa. Mi piace l’effetto, ma non mi piace avere glitter ovunque come se fossi una palla da discoteca, per quanto possano essere sottili. Lo userò ancora una volta provando la combinazione più potente che mi viene in mente (base con ombretto in crema + glitter primer + pennello spruzzato di Fix+) prima di riunciarci definitivamente.

Zoe invece è il mio preferito in assoluto. “Duochrome verde acqua chiaro iridescente”, perfetto come illuminante nell’angolo interno dell’occhio (l’ho usato qui, ma la foto fa schifo e non si capisce nulla) o picchiettato su un ombretto scuro, tipo Babylon.
Su base nera si trasforma completamente.

Sugli ombretti Nabla per ora è tutto, ma spero di parlarne ancora in futuro! ♥

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Con cosa mi restauro la faccia nell’ultimo periodo

Sono molto abitudinaria per quanto riguarda il trucco, faccio sempre i soliti due tipi di make up a rotazione cambiando soprattutto il rossetto con altre minime variazioni; è una cosa che vorrei cambiare perché per quanto possano piacermi gli smokey marroncini e compagnia bella, a volte sarebbe bello poter usare qualche colore in più senza sentirmi un pagliaccio ubriaco.
Va da sé quindi che scrivere un post sui miei prodotti preferiti è praticamente impossibile da fare mensilmente, perché non ce ne sarebbero abbastanza.
Grazie alla mia pigrizia nell’aggiornare il blog però ho tante cose di cui parlare stavolta, con la consapevolezza che il prossimo post potrebbe esserci tra qualche mese. O anche no, dipende da quanto resisterò nel fare shopping in questo periodo. Vabbè, non vi racconto balle: è praticamente ovvio che io faccia shopping questo periodo, è che il make up non è l’unica mia debolezza.

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Vorrei che tutto ciò fosse frutto di marchette vergognose e invece no, è tutta roba che ho comprato col mio vile denaro.

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VISO

  • One Heck of a Bloat, Soap&Glory: questa cipria trasparente l’ho presa quest’estate in Scozia, da Boots, e fa parte di quei prodotti che volevo provare già da qualche tempo ma che non vengono venduti qui in Italia. Per essere una cipria low cost, mi piace parecchio anche dal punto di vista del packaging: è in plastica ma non dà l’idea di rompersi solo guardandola, la grafica come tutti i prodotti Soap&Glory è una bomba ed è bella anche la scritta in rilievo sulla cipria. La uso ben dosata sulla zona T e non mi fa effetto terra spaccata e bruciata dal sole. Spero che mi duri fino al prossimo viaggio in UK (sigh).
  • Gotham, Nabla: ho tre terre fredde da usare per lo sculpting, ma questa rimane quella che preferisco come si può ben vedere dal disegno impresso sulla cialda ormai scomparso. Considerando che sono una mezza sega nel capire dove devo applicarla e come devo sfumarla, questa mi facilita il compito perché si sfuma praticamente da sola, l’unico problema è quindi DOVE sfumarla. Inoltre tanto amore per il packaging scelto da Nabla per i prodotti viso; per un gusto personale non amo solo i colori scelti ma è davvero di ottima qualità.
  • FratBoy, TheBalm: questo è il blush che uso quando non voglio pensare a che blush mettere. Primo perché non ne ho tanti e due di quelli che ho mi stanno anche male, secondo perché lo trovo di un colore molto naturale e molto dosabile da non essere mai eccessivo ma sempre visibile. Che colore sarà mai? BOH, è una tonalità che ho davvero difficoltà ad inquadrare, io direi un rosa medio con una punta di pesca. Non è opaco ma non ha neanche glitter visibili. TheBalm è un marchio che per ora mi sembra non sbagliarne una, ed è anche uno dei miei brand preferiti dal punto di vista del packaging (è femminile ma non lezioso come i prodotti Too Faced, diciamo è qualcosa che potrebbe piacere a Ginny Weasley ma non alla Umbridge).
  • Naked Skin Weightless Complete Coverage Concealer in Light Neutral, Urban Decay: questo è il secondo che compro, lo sto finendo e ne ho già uno di riserva. Lo uso solo in zona contorno occhi perché per il resto del viso è scuro, e di solito lo applico in abbinamento con un correttore giallo. È l’unico che mi va in modo minimo nelle pieghe, si fissa bene, è super coprente e non riesco a farne a meno.

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OCCHI & SOPRACCIGLIA

  • Upward Lash, MAC: non sono solita spendere molto per i mascara perché anche tra i low cost trovo roba interessante, ma questo qui ha uno scovolino unico nel suo genere e mi sono lasciata tentare, anche grazie al consiglio di persone che a colazione mangiano pane e MAC (grazie ♥); inutile dire che mi sono trovata benissimo. Ero convinta che per avere ciglioni da cerbiatto ci volessero scovolini giganti, mentre per il mio occhio lo scovolino gigante serve soprattutto a fare un sacco di casini. Four for you, Upward Lash, you go, Upward Lash! (cit.)
  • Eye Pencil in Coffee, MAC: alla fine ho rinunciato a trovare il marrone perfetto tra le low cost spendendo il triplo di quanto avrei speso se avessi preso subito questa, e ho ceduto a Coffee: un marrone medio-scuro, freddo, che uso spesso specialmente quando il nero mi sembra troppo.
  • Paint Pot in Groundwork, MAC: facevo la corte ai paint pot da almeno due anni ma ero sempre indecisa sul colore da prendere. A Novembre ho partecipato ad una Mac Technique nel Pro Store di Via del Corso a Roma (lezione di gruppo su un argomento specifico, nel mio caso lo smokey eyes), ho avuto modo di usarlo ed è stato amore folle e disperato. Ottimo da usare come base, è fighissimo anche da solo perché la leggera satinatura lo rende tridimensionale e per niente noioso. Il colore è un taupe medio abbastanza neutro, che può risultare più freddo o più caldo a seconda della vostra carnagione (su di me, a volte lo vedo un filo caldo).
  • Brow Divine in Jupiter, Nabla: ho anche un’altra matita per sopracciglia che poverina snobbo tantissimo da quando ho preso Jupiter, ovvero parecchi mesi fa. Le mie sopracciglia hanno una forma decente anche da struccate, quindi con la matita non devo ridisegnarle completamente ma solo riempire e definire qualche pezzetto mancante. Le Brow Divine per le mie esigenze sono perfette: prezzo contenuto, mi sta durando una vita, reggono tutto il giorno tranne quando mi lascio andare a teatrali espressioni di incredulità.

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LABBRA

  • Lipstick in Amorous, MAC: lo avevo provato una volta in negozio e a malincuore lo avevo lasciato lì, perché era estate ed è un colore cupo che non avrei sfruttato a dovere. Poi però è arrivato l’autunno, è arrivata la Mac Technique ed è stato il colore che ho scelto da abbinare al trucco occhi che abbiamo realizzato. L’ho preso il giorno stesso. L’ho usato già parecchie volte, il che per un rossetto è raro perché è l’unico elemento che vario spesso. Con un gloss trasparente sopra si trasforma e diventa ancora più particolare.
  • Liptensity in Marsala, MAC: appena è uscita questa nuova linea di rossetti MAC mi sono immobilizzata e ho iniziato ad annusare l’aria come un cane da tartufo (o meglio, come un maiale, visto che sono tempi duri da quando è tornata la linea Deluxe al Lidl), ma non ce n’era nessuno che davvero sembrasse interessarmi. Poi li ho visti in negozio e mi sono fatta legare le mani. Ho provato quello che poteva essere più nelle mie corde e sono rimasta folgorata. Quando, dopo averlo provato, non sono riuscita a toglierlo con i fazzoletti neanche dopo averci messo su un burro cacao, ho capito che doveva essere mio. È veramente uno dei rossetti migliori che abbia mai provato.
  • Sheer Shame, Urban Decay: la mia versione è quella degli Sheer Revolution Lipstick, ora andati fuori produzione in favore della nuova linea Vice; per fortuna questa colorazione c’è ancora perché è un rossetto che sto amando alla follia e che probabilmente riuscirò anche a finire in tempi brevi. L’ho preso un po’ a caso perché l’ho trovato a metà prezzo, e non mi aspettavo che potesse piacermi così tanto. Sul braccio sembra un rosa anche piuttosto orrendo, ma è solo perché essendo molto sheer il risultato cambia tantissimo in base al colore delle vostre labbra o alla matita che usate.
  • Lip Pencil in Half-Red, MAC: anche questo è un acquisto post Mac Technique, che per fortuna mi ha anche insegnato molto oltre che svuotarmi il portafoglio; è una matita che senza provarla non avrei degnato di uno sguardo, invece ho scoperto che questo punto di borgogna è perfetto per smorzare un po’ dei rossetti che possiedo che risultano troppo sparati su di me (Ruby Woo e Von Teese di Mac, Catfight di Urban Decay).

Quali sono i vostri preferiti in questo periodo? ♥

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Kat Von D Beauty e la vana speranza di vederla in Italia

Tra le certezze della vita, assieme all’autobus che passa cinque minuti prima l’unica volta che sei in ritardo di cinque minuti e la fetta di pane con la Nutella che ti cade dalle mani spatasciandosi per terra dal lato della cioccolata costringendoti a pulire ovunque, c’è il fatto che in Italia i trend arrivano sempre con un po’ di ritardo, a volte di anni interi.
Ovviamente ora che c’è internet è tutto molto più facile, tranne, a quanto pare, acquistare prodotti beauty dall’America; a volte non spediscono in Italia, a volte spediscono volentieri ma tra spese di spedizione e dogana ti ritrovi a spendere l’equivalente del debito pubblico italiano per due rossetti e un blush.
Non a caso è nato una sorta di mercato nero di gente che rivende a prezzi triplicati prodotti che negli US non costano poi così tanto e vengono pure trattate come gentilissime persone dall’animo nobile, tipo Robin Hood. Io semplicemente gnaafaccio e mi limito a cercare rivenditori europei che non se ne approfittino troppo.

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Tra tutti i brand non ancora presenti sul suolo italiano, Kat Von D Beauty è quello che più mi manca; non a caso è l’unica marca che ho acquistato quando sono stata a San Francisco lo scorso novembre, non potendo purtroppo dare fondo a tutti i miei risparmi perché la carta prepagata era già provata da brevi ma intense incursioni mangerecce da Starbucks (sì, lo so, le catene, la globalizzazione, il McDonald’s, ma il Caramel Brulèe Latte era una bomba e non regretto niente). Negli ultimi mesi Kat Von D è finalmente sbarcata in Europa, per ora limitandosi alla Spagna ed ai paesi scandinavi. Scommetto che arriverà ovunque prima che in Italia, ma è una scommessa che sarei lieta di perdere. Chissà.

I prodotti in mio possesso attualmente non sono così tanti, ma la loro qualità mi fa veramente venir voglia di prendere tutto o quasi: ho il Lolita Lip Duo, ovvero due minisize degli Everlasting Liquid Lipstick in Lolita e Lolita II; un Everlasting Liquid Lipstick nel colore Exorcism, un Metal Crush Eyeshadow nel colore Raw Power e il famoso Tattoo Liner in Trooper.

Gli Everlasting Liquid Lipstick sono i rossetti liquidi opachi che vanno tanto di moda ora, e sebbene io non ne abbia provati molti, questi sono sicuramente i migliori. La consistenza non è né troppo liquida né troppo densa, durano tantissimo, sono super opachi e non vanno nelle pieghe.
Lolita è un descritto come un “chestnut rose”: dovrebbe essere un rosa marroncino medio, su di me è un marrone leggermente rosato decisamente scuro. Non so se io abbia beccato una delle versioni uscite male (il problema è noto), ma l’effetto sulle mie labbra è diversissimo dalle immagini trovate in rete. Mi va bene, ma fosse stato più chiaro l’avrei trovato nettamente più versatile.
Lolita II è un “terracotta nude”: un bel nude dal sottotono caldo, terracotta sì ma chiaro.
Exorcism è un “ripe blackberry”: a metà fra il prugna e il borgogna è un bel rossettazzo scuro, non è un colore molto saturo ed è leggermente freddo. Rispetto ai colori più chiari questo risulta un filo meno omogeneo ma comunque non dà problemi.

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I Metal Crush Eyeshadow sono gli ombretti singoli, ce ne sono 11 in tutto e credo di aver scelto uno di quelli che mi sta peggio, ovvero Raw Power, un bellissimo rosso borgogna con riflessi arancio e decisamente caldi. Si sfuma che è un piacere e col primer resiste per ore e ore. Dallo swatch che ho fatto non si direbbe, ma vi assicuro che dal vivo – e applicato meglio – è tutta un’altra cosa.

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E poi c’è il Tattoo Liner, ovvero quello che secondo me è uno degli eyeliner in penna migliori in circolazione, se non IL migliore. La punta è a pennello, estremamente precisa, infatti la prima volta che l’ho usato ho fatto un casino. Diciamo che non è a prova di stupido, un minimo di manualità bisogna averla perché scivola e scrive abbbomba ed è facile sbagliare, ma una volta ottenuta la giusta dimestichezza è perfetto. Gli voglio molto bene e lo sto usando con parsimonia perché appunto per ricomprarlo non so ancora che giri assurdi mi toccherà fare.

Vi lascio come al solito gli swatch comparativi con altri rossetti liquidi opachi che possiedo. Stavolta niente foto con i rossetti perché ho le labbra spaccate (grazie, temperature in calo, gentilissime), però ho ripescato dei selfie fatti con la fotocamera frontale del telefono dove indosso il Tattoo Liner e i tre rossetti, che trovate a questo link perché non mi sembrava il caso di mettere il mio faccione sulla home del blog.

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Buon inizio settimana a tutti ♥

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Haul skincare coreana – foto e prime impressioni

Quando Martina Sybelle fece un video su un sacco di prodotti coreani presi sul sito beautynetkorea, ha iniziato a frullarmi in testa l’idea di fare un ordine per diversi motivi: non ho mai provato niente di coreano, sembravano tutti molto molto validi e soprattutto avevano un packaging estremamente kawaii o molto elegante, senza vie di mezzo.
Il 6 settembre, esattamente quattro mesi dopo il video di Martina perché sono pigra e lenta, mi sono finalmente decisa e ho preso molte meno cose di quanto avrei voluto. Purtroppo bisogna scendere a compromessi e ho comprato solo prodotti per la skincare e niente trucchi. Sacrilegggio.
Il 6 ottobre ho ricevuto il mio bel pacchetto, rendendomi conto di aver preso solo roba per punti neri che in realtà manco ho. Cioè, ce li ho, ma pochi, e la mia pelle in inverno è tutto fuorché grassa…
Superata la realizzazione iniziale mi sono resa conto comunque che avrei usato tutto lo stesso.
A differenza dei negozi nostrani tipo Sephora, mi hanno mandato anche sette campioncini che conserverò come se fossero sette Horcrux perché mi dispiace usarli.

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Visto che mi sono gettata sui prodotti con vorace avidità, ho deciso di fare un post a metà tra l’haul e il first impression come fanno le youtuberz ammerigane. Insomma, vi faccio vedere cosa ho preso e come mi sono trovata al primo utilizzo.

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Partiamo dalla cosa più carina, ovvero lo stick pandoso per il contorno occhi. Il prodotto si chiama Panda’s Dream Brightening Eye Base del brand Tonymoly e serve appunto per schiarire le occhiaie. Appena applicato non ho notato grandi differenze di colore, anche se magari la situazione migliora usandolo spesso, ma ho subito notato che il contorno occhi (il mio è arido, ricordiamolo) era molto più morbido, quasi vellutato, un po’ come succede con alcuni primer. L’ho fatto assorbire e poi ho applicato il correttore come faccio di solito; non interferisce assolutamente con la texture del correttore (cosa che fanno di solito alcune creme che ho provato) e anzi ne facilita la stesura.

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Stanno andando di modissima queste maschere peel off nere ed inquietanti. Tra le più famose c’è quella di Boscia, ma qui in Italia non sappiamo manco cosa sia, quindi perché non provarne una coreana? In fondo ho visto gente spalmarsi in faccia maschere simili prese a 3€ su ebay.
Ho preso quella specifica per il naso, visto che è la zona dove ho più punti neri; questa è di Missha e si chiama Black Ghassoul Peel-off Nose Pack. L’ho provata con foga senza dilatare i pori prima, e devo dire che qualcosa ha tolto lo stesso, ma sicuramente è molto più valida quando si perde un po’ di tempo prima a preparare la pelle. In ogni caso non mi è caduto il naso come aveva profetizzato mio padre quando mi ha vista girare per casa col il naso nero.

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Della Secret Key invece ho preso il Dual Brush e la Cleansing Bar, entrambi della linea Black Out Pore.
Perché, perché ho comprato altra roba per i punti neri? Non me ne capacito, ma per fortuna non servono solo a quello. La saponetta è utile per rimuovere punti neri delicatamente, restringere e detergere i pori ed ha anche un effetto calmante ed idratante. Per le sue proprietà è adatta anche a rimuovere il trucco. Ieri l’ho utilizzata per completare lo struccaggio. Al momento sto usando l’olio di cocco perché ho la pelle troppo sensibile per continuare ad utilizzare l’acqua micellare, ma struccarsi con l’olio vuol dire sciogliere il trucco ma farlo rimanere in faccia. Così dopo aver sciolto bene tutto il trucco, una volta sciacquato il viso, ho utilizzato la saponetta in abbinamento con la spazzola, che ha le setole più morbide che abbia mai provato. Rimuove tutto a giudicare da come ho ridotto le setole ieri sera, ma è molto delicata, infatti non mi è andata a fuoco la pelle. C’è anche il lato con le setole in silicone, che ho usato sulla zona T.

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Per quanto riguarda i campioncini, ho ricevuto due creme notte intensive, degli eye patch e due White Magic Cream (queste creme sbiancati vanno tantissimo nei paesi asiatici) di Tonymoly e due sieri di Skinfood.

In conclusione? Mi sto trattenendo dal fare un altro ordine.