Vita Vera

I blog sono morti, lunga vita ai blog

Quando ho aperto questo blog, 3 anni fa, l’ho fatto perché io e la mia amica Martina eravamo stufe di parlare di make up solo tra di noi, tra un’interminabile chat e l’altra.
Io mi ero avvicinata al mondo beauty in modo del tutto casuale nel 2014, anno nefasto in cui mi son trovata a passare tanto tempo in casa perché mia mamma aveva bisogno di una mano, per colpa di una malattia che non le ha lasciato scampo. Mentre macinavo serie tv su serie tv in mezzo a tutto quell’intorpidimento, approdai su Youtube con una voglia di frivolezza che non avevo mai provato prima. La vita reale era troppo brutta, e i video haul mi ipnotizzavano quasi quanto gli home tour della riccona di turno.
Per molto tempo il make up è stato un rifugio dalle brutture del mondo, costoso forse ma almeno non pericoloso quanto la droga o l’alcol, cosa da non sottovalutare alla fin fine, o perlomeno questa è la scusa che so darmi ad ogni nuovo acquisto. Fino ad allora mi ero truccata per sembrare meno rincoglionita (perché da almeno 20 anni le mie occhiaie e le mie ciglia dritte mi donano quest’aria di una che ha bisogno di dormire 16 ore al giorno) e la skincare routine non sapevo manco cosa fosse, visto che mi lavavo la faccia col sapone per le mani; rimasi frastornata nello scoprire quanta roba puoi spalmarti in faccia ad oltranza, almeno secondo le morning/night routine che le youtuber filmavano periodicamente.

Dopo anni di acquisti un po’ a caso, in cui ero preda dell’hype del momento, finalmente ho fatto un passo indietro.
Mi piace ancora truccarmi? Sì.
Mi piace ancora parlare di trucco? Sì.
Mi piace ancora il mondo beauty? … Nì.

La verità è che questo mondo, generalizzando, non mi piace.
Non mi piace il troppo hype verso i nuovi prodotti: ci sono cascata anche io, ma ho imparato dai miei sbagli e adesso, prima di lanciare urletti eccitati, aspetto sempre che il delirio del momento si calmi. A mente lucida si ragiona meglio, e forse, dico forse, non ho bisogno di un altro rossetto perfettamente uguale ad altri che ho già, e probabilmente, dico probabilmente, non ho bisogno di un altro illuminante doratino/champagnino/rosatino. Forse, eh.
Non mi piacciono le smarchettate mal dichiarate: apprezzo molto le influencer che fanno vedere i prodotti ricevuti dalle varie aziende spiegando magari come è nato il concept della nuova collezione, quali sono i prodotti che preferiscono e perché. Apprezzo un po’ meno quelle che fanno una foto sbrigativa ringraziando il brand dicendo qualche sterile “ameising, fenk iu, osom” per descrivere la qualunque. Mi partono proprio le coronarie invece quando casualmente tutte iniziano ad usare lo stesso prodotto e sempre molto casualmente iniziano a fioccare video review e, sempre casualmente, hanno il codice sconto personale (questa è una cosa che ho notato più con le youtuber americane che qui in Italia).
Non mi piace anche l’approccio al collezionismo che sembra obbligatorio: mi sembra ovvio che ognuno sia libero di riempire casa di ciò che meglio crede, ma non è una gara, non è un vanto e soprattutto quei trucchi prima o poi scadono. Siamo proprio sicuri che una persona normale che si trucca per vedersi al meglio senza velleità da nuova Pat McGrath abbia bisogno di due o tre palette per contouring? QUANTE FACCE AVETE?
Non mi piace anche il trend del momento: abbiamo visi unici che nascondiamo dietro rigoni di eyeliner spessi quanto l’Autostrada del Sole, le sopracciglia ormai occupano un terzo della faccia e usiamo ombretti rossi che ci fanno apparire stanche più di quanto non lo siamo già. La moda per me ha senso solo quando la adattiamo a noi e alla nostra personalità, oltre che le nostre caratteristiche.

E quindi che direzione posso far prendere ad un blog quando i blog che seguivo ormai sono aggiornati tanto quanto questo? Come posso utilizzare Instagram in maniera interessante quando le descrizioni lunghe più di una manciata di parole nessuno le legge? Instagram è una piattaforma con una serie infinita di problemi che nonostante questo continuo ad usare, ma fare solo foto dei prodotti ben disposti su legno o marmo con fiorellini/tazze di the/libri carini senza dire molto sulla qualità, sul perché li uso, su come mi ci trovo, per quanto sia carino esteticamente, alla lunga mi annoia. Mi sembra solo di fare pubblicità non pagata: non ho problemi a consigliare cose che amo usare e anzi è un piacere condividere nuove scoperte, ma se devo limitarmi ad una foto sterile il senso un po’ si perde.
La risposta ovviamente non ce l’ho, ma ci sto pensando da mesi; nel frattempo mi sembrava doveroso cercare di spiegare le motivazioni del mio silenzio, non tanto per i miei sporadici lettori (che ringrazio infinitamente <3) quanto per fare chiarezza anche con me stessa.
Non metto la parola “fine” a quest’esperienza da blogger farlocca perché di cose da dire credo di averne ancora. Vedremo.

G.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...