Cose Fighe

La mia wishlist per quando smetterò di liquefarmi

Non mi ricordo più cosa vuol dire avere una pelle asciutta, i miei capelli avranno per sempre il segno dell’elastico, i peli sono in crescita libera tant’è che potrei benissimo vivere assieme ai macachi e nessuno se ne accorgerebbe (macachi compresi), e non ho il coraggio di controllare i miei rossetti per vedere se qualcuno nel frattempo si sia sciolto in una pozza colorata ed oleosa.
Sarebbe interessante discutere con il vecchio Donald riguardo il riscaldamento globale, forse gli basterebbe una settimana (ma che dico, due giorni) in un appartamento sotto terrazzo senza condizionatori per chiedere scusa all’accordo di Parigi sul clima in ginocchio sui ceci. Ma sorvoliamo.

In attesa di Ottobre, quando forse avrò recuperato le sinapsi perse sotto il sole a picco, sogno i trucchi che farei e i prodotti che vorrei, che non mi azzardo a comprare perché tanto non li userei e anzi rischierei la loro liquefazione.

Un illuminante opaco, probabilmente il Prep+Prime Highlighter di MAC

Amo gli illuminanti che fanno un po’ quell’effetto da discoball o, nei casi più esagerati, stile Uomo di Latta del Mago di Oz, ma mi rendo conto che un’illuminante meno vistoso sia una mancanza che inizio a sentire quando mi trucco. La prima scelta è il Prep+Prime Highlighter di MAC, che mi sembra anche piuttosto comodo essendo in formato penna.

Una palette colorata, magari opaca o leggermente satinata



Questa è una frase che non pensavo mai di dire, eppure qualche colore lo vorrei! Trovo che usare gli ombretti colorati sia qualcosa da fare con parsimonia se non si sa come gestirli, perché un errore fatto con un colore è decisamente più visibile che con un colore neutro. Mi piacciono un sacco i make up neutri con dei tocchi di colore deciso, soprattutto lungo la rima inferiore. Ecco, se la Electric di Urban Decay costasse la metà potrei farci addirittura un pensierino, ma è decisamente fuori budget; la 35C di Morphe Brushes è veramente troppo grande invece. Forse l’unica soluzione per me è scegliere qualche ombretto singolo e comporre da sola una piccola palette.

Liquid Aura di Urban Decay


Dal momento che finora non c’è stato un solo prodotto di Urban Decay che mi abbia delusa, sarei molto curiosa di provare il Liquid Aura, un fluido illuminante da miscelare al fondotinta per renderlo più luminoso (you don’t say!). Poi magari si rivela essere una stronzata, chissà, ma la carne è debole.

La nuova Liberty Four, l’ombretto Eresia e rossetto Bohème di Nabla Cosmetics

Sto documentando tutti gli sneak peek della nuova collezione Nabla Cosmetics, in uscita a Luglio, sulla mia pagina facebook, e per ora mi sono innamorata sia della Liberty Four, che trovo sia una new entry molto interessante, dell’ombretto Eresia (un viola opaco! EVVIVA!) e del rossetto Bohème, un malva desaturato perfetto per un look Laura Palmer. Sono curiosa di vedere tutta la collezione però, perché temo ci siano altri prodotti che voglio.

Qualche pennello Zoeva per il viso

Sono riuscita, col tempo, a crearmi un set abbastanza completo di pennelli di buona qualità, fondamentali per la riuscita di un buon trucco. Un po’ per il costo, solitamente maggiore rispetto ai pennelli occhi, un po’ perché ancora devo capire quali siano le mie esigenze, ho un solo pennello viso Zoeva e me ne piacerebbe prendere almeno altri due, di cui uno per il blush e uno per la cipria. Sono ancora un po’ indecisa, ma ora che Zoeva è anche sul sito di Sephora, sono sicura che approfitterò di qualche sconto per prenderne almeno uno. In particolare, ho messo gli occhi addosso al 101 Luxe Face Definer.

Abbiamo qualche prodotto dei desideri in comune? ❤︎

Opinioni Opinabili

Prodotti Preferiti del Mese

Decidere di parlare dei miei prodotti preferiti in un mese in cui ho smesso praticamente di truccarmi non è esattamente l’idea del secolo, ma mi sono resa conto che le rare volte in cui decido di fare uno sforzo (col ventilatore puntato addosso sperando di non iniziare a sudare due secondi dopo aver fatto la base) uso sempre le solite cose con cui mi sto trovando bene.

Sto vivendo piuttosto male questa cosa di non riuscirmi a truccare perché non sopporto nulla addosso, senza contare che nessuna stagione mi fa sentire così tremendamente racchia come l’estate; struccata, capelli legati per evitare il colpo di calore, sudore e perenne sensazione di sporco, peli che crescono alla velocità della luce… L’estate in città è la prova che un Dio esiste e ci vuole morti.

Ok, la smetto, iniziamo a parlare di trucchi che è meglio, appena inizio a parlare di quanto odio l’estate divento ancora più isterica e potrei andare avanti per ore.

Non mi dilungherò sull’Alchemist Holographic Palette di cui ho già ampiamente parlato nell’ultimo post; è un prodotto che uso praticamente sempre.

Naked Skin One&Done in Light di Urban Decay
Ho resistito per un po’ (circa un anno!) ma alla fine ho ceduto anche io al Naked Skin One&Done; è un prodotto che probabilmente non avrei preso in considerazione se fosse stato di un altro marchio, ma dal momento che adoro i fondi di Urban Decay ho deciso di prenderlo. Non è esattamente un fondotinta ma non lo definisco neanche una BB Cream, anche se si avvicina di più a quest’ultima categoria.
La coprenza è ovviamente leggera ma mi piace tanto come uniforma la pelle, non è opaco e non unge, ha SPF 20 e su di me dura tranquillamente tutto il giorno, una volta fissato.
Credevo che un prodotto così “ibrido” non mi sarebbe piaciuto, invece lo trovo davvero molto utile quando decido di truccarmi in quei giorni in cui non c’è potere sulla Terra che mi convinca a mettere il fondotinta.

Next To Nothing Powder in Light di MAC Cosmetics
La mia prima cipria MAC! Quando sono usciti i due nuovi prodotti Next To Nothing (cipria e fluido) sapevo che probabilmente avrei evitato di prendere il fluido, nonostante mi sembri un prodotto davvero interessante, ma che la cipria mi avrebbe incuriosito al punto di comprarla; ho fatto bene!
Usata su fondi più importanti (tipo l’All Nighter di Urban Decay) ho notato che mi altera un pochino il colore, mentre con il Naked Skin One&Done va alla grande. È una cipria setosa, morbida, che fissa bene senza appesantire.



Pro Longwear Fluidline in Blacktrack di MAC Cosmetics

È grazie al Blacktrack se posso permettermi di continuare a uscire con le rime degli occhi belle intense senza che si sia sciolto tutto dopo mezz’ora. Senza rime scure (infracigliare, bordatura, rime interne, rima inferiore esterna) faccio davvero prima a non truccarmi perché non sono una di quelle (rare) persone che vengono risaltate dal poco contrasto, quindi anche d’estate non posso farne a meno. Il Blacktrack usato nella rima interna per fissare la matita nera e per l’infracigliare mi assicura un bel po’ di ore senza sembrare un panda.

Kate Moss 08 di Rimmel
Anche dei rossetti Rimmel Kate Moss ne ho già parlato, e tra questi lo 08 rimane il mio preferito, tant’è che è quasi finito. Con le basi leggere non riesco a portare con dinsinvoltura rossetti più carichi, perché trovo che possano accentuare facilmente eventuali difetti e discromie, quindi ho ripescato un rossetto che sia tranquillo ma non banale, che sia lucido ma non glossato, che duri abbastanza ma che sia facile da riapplicare. Lo abbino alla matita Soar di MAC che è la sua compagna naturale e assieme li considero un po’ un my lips but better. Lo 08 è un nude desaturato, con del rosa malva al suo interno, ed è il genere di colore che faccio fatica a descrivere.

Lip Pencil Soar di MAC Cosmetics
È una delle mie matite preferite, la più versatile per i nude rosati in mio possesso. La adoro anche da sola!


(Foto fatta col cellulare dalla discutibile qualità, ma l’unica decente è dove indosso i prodotti menzionati!)

Voi siete tra le temerarie che si truccano quando fuori l’asfalto si scioglie? ♥

Cose Fighe · Opinioni Opinabili

Things I love: Alchemist Holographic Palette by Kat Von D Beauty

L’estate è arrivata, con baldanzosa prepotenza, a donarci questa meravigliosa sensazione di appicicaticcio e sporcizia; si fa fatica a mantere una certa attività cerebrale, figuriamoci se sia possibile truccarsi con strati di prodotto che Kim Kardashian spostati. Tuttavia, i tempi sono maturi per scrivere questo articoletto su un prodotto di cui avrei voluto parlare già dal 13 Maggio 2017, giorno in cui le mie grassocce mani si sono posate su di esso in un piccolo Sephora; mi sono trattenuta solo perché magari è bene parlare di qualcosa solo se la si conosce, almeno un po’.

Sto parlando della Alchemist Holographic Palette di Kat Von D, una palette composta da quattro illuminanti di diversi colori: Green Emerald, Blue Saphyre, Ultra-violet Amethyst e Pink Opal.
Possono essere utilizzati come semplici illuminanti o sovrapposti ad altri prodotti, cosa che li trasforma completamente.
Parto subito col dire che non è una palette resistente agli urti: mi è caduta da un’altezza di un metro circa, rimbalzando prima sul mio piede, e due cialde si sono quasi sbriciolate; da allora ci sto molto molto attenta perché è vero che stiamo parlando di polveri compatte ed è normale siano soggette a rompersi con gli urti, ma è vero anche che il packaging in cartone non aiuta.

Per il resto… Io la amo. Non so cos’altro dire.
Quando Kat Von D annunciò l’uscita di questa palette su cui, a quanto pare, ha lavorato per 7 anni, la mia reazione fu molto composta e gentile “SETTE ANNI PE’ ‘STA ROBA MA CHE OOOH”.
Mi sembrava una bella cagata, o meglio, una cosa carina ma piuttosto inutile.
Questo è il campanello dall’allarme, è una vibrazione nella forza che ormai ho imparato a conoscere; se una cosa mi sembra stupida, o brutta, o tutto insieme, tempo due mesi e mi ritrovo a volerla fortemente.
Infatti così è stato, tant’è che la desideravo ardentemente da mooolto tempo, e appena l’ho trovata da Sephora l’ho presa senza quasi degnarla di uno sguardo.
A distanza di un mese, sono ancora innamorata dell’acquisto che ho fatto.

Gli illuminanti della Alchemist sono pensati per essere usati sia da soli sia in combinazione con altri prodotti. Io li uso principalmente in tre modi:
– sul ponte del naso e sul punto più alto degli zigomi, di solito in combinazione con un illuminante più neutro per smorzare un po’ il colore (di solito, Angel di Nabla);
– nell’angolo interno dell’occhio, per dare un riflesso luminoso e colorato;
– tamponato sull’ombretto per arricchirlo di riflessi.

Se usati su basi colorate infatti i colori si trasformano, come si può vedere sull’immagine presente sul sito di Kat Von D.

La durata è davvero ottima, specie se usati su basi cremose.
Ho provato a fare qualche swatch, ma purtroppo devo ancora trovare un modo per fotografarmi bene il braccio senza slogarmi le articolazioni.
Li ho provati da soli e con 3 basi diverse: un beige piuttosto neutro (il Paint Pot Painterly di MAC), un marrone scuro e freddo (la matita occhi Coffee di MAC) e un nero (l’eyeliner Blacktrack di MAC).

I miei preferiti sono Emerald e Saphyre, mentre Amethyst mi dispiace che perda molto la sua componente viola su base scura.

Sono bellissimi anche tamponati sui rossetti, ma è una cosa che non faccio mai perché non è semplicissimo poi da ritoccare quando si è in giro.


(La precisione non è il mio forte… il giorno in cui deciderò di fare una cosa simile per uscire dovrò iniziare a prepararmi tre ore prima.)

In conclusione: dovete comprare questa palette?
Sì, se vi piacciono gli illuminanti colorati, i prodotti dal packaging particolare, qualsiasi cosa di Kat Von D, prodotti versatili.
Non è uno di quei prodotti must-have per chiunque, ma per un’appassionata di make up è sicuramente un elemento che arricchisce la propria collezione di trucchi.

La Alchemist Holographic Palette è acquistabile da Sephora, sia online che nei negozi fisici che hanno il marchio.

La vorreste? L’avete già? ♥

Cose Che Ho Finito · Opinioni Opinabili

Cose Che Ho Finito #1 – Maggio 2017

Che io sia una blogger un po’ farlocca lo si era già capito da tempo, quindi figuriamoci se riuscirò mai a tenere una rubrica sui prodotti finiti del mese; questa volta però avevo più di qualche cosa finita o ridotta all’osso, e mi è sembrata l’occasione giusta per rispolverare questo quasi dimenticato blog.
Ho un po’ barato perché, non essendo mia intenzione scrivere questo post, ho allegramente buttato qualche confezione vuota MA OH, è il pensiero che conta (no).

Ma veniamo al dunque: cosa ho finito? Cosa ho ricomprato?

Acqua Micellare Garnier per Pelli Sensibili + Acqua Micellare Garnier Bifase con Olio d’Argan:
Il flacone di quella bifasica è finito mentre ero a Bologna, quindi è uno di quei prodotti che ho finito e buttato senza fare prima una foto perché essendo piuttosto ingombrante ho preferito buttarlo e non portarmelo dietro; qui in foto c’è il nuovo arrivato.
Perché due acque micellari? Perché le uso in casi diversi, fondamentalmente: io mi strucco prima con l’olio struccante per togliere la maggior parte del trucco e poi passo l’acqua micellare normale sugli occhi per rimuovere i residui più ostici; purtroppo la Bifase non mi piace usarla con insistenza sugli occhi perché mi dà fastidio, ma la trovo perfetta per le altre zone del viso (mi toglie bene anche i rossetti liquidi opachi) e per togliere velocemente eventuali swatch di rossetti sulle braccia. Non mi piacciono quanto la Bioderma ma mi piacciono parecchio e cerco di non rimanere mai senza.

MAC Studio Moisture Cream, formato 30ml:
Io la AMO. La uso prima di truccarmi e la mia pelle mista con tendenza al secco ringrazia, specie nei periodi in cui è più secca. La trovo un’ottima base per fondotinta un po’ più pesanti, ma anche per fondi più tranquilli tipo il mio amato Naked Skin di Urban Decay che a volte mi evidenziava i punti più secchi.

Omia Siero Viso all’Aloe Vera: 
Ecco, questo siero è stata una grossa delusione. Mi ero trovata benissimo col siero all’olio di Argan, ma questo non è per niente adatto alla mia pelle, non mi piace neanche come si stende, per dire. Lo riciclerò in qualche modo ma so già che alla fine finirà nel cestino assieme alla mia frustrazione.

Biofficina Toscana Contorno Occhi Antirughe: 
Mi è piaciuto ma forse non abbastanza da ricomprarlo; non so se sia davvero antirughe ma di certo mi idratava bene la zona perioculare (che dopo due anni di creme e cremine è finalmente diventata accettabile nonostante le stramaledette lineette che tanto piacciono ai correttori, a giudicare da come amano piazzarcisi dentro), ma una cosa non mi è andata giù: l’erogatore! Si deve premere poco il tubetto, sennò è facile trovarsi parecchio prodotto in mano, e se non si disponde di un piccolo contenitore andrà sprecato perché non si può rimettere dentro il tubetto.

Dr Taffi Gocce Distillate d’Eufrasia:
Mica ho capito se su di me facciano la differenza, ma mi piace la sensazione rinfrescante che danno prima di applicare la crema contorno occhi. Infatti le ho ricomprate e quella in foto è la confezione nuova, perché il contagocce della vecchia mi era servito per miscelare degli acquerelli (era proprio quello che mi serviva, tra l’altro!).

Urban Decay Naked Skin (Shade 1):
È il secondo che finisco e l’ho già ricomprato. Rimane il mio fondotinta preferito perché lo trovo versatile: non lo sento sulla pelle ma la uniforma bene (al contrario del Waterweight di MAC che è un fondo abbastanza leggero ma che sento sulla pelle tutto il giorno, come se non si asciugasse mai), se lo voglio più luminoso mi basta mettere prima un po’ di Strobe Cream di MAC, se ho la pelle particolarmente secca non mi segna nulla se aggiungo un goccino di Essential Oils di MAC, e lo miscelo anche all’All Nighter (sempre di UD) quando voglio un fondotinta più importante ma comunque naturale.

MAC Fix+:
Anche in questo caso è il secondo che finisco e ne ho già comprato un altro. Senza Fix+ non saprei stare, fra poco ci faccio anche il caffè. Lo uso prima del trucco per preparare la pelle e lo uso anche a trucco completo per fissare e togliere l’effetto polveroso. Sul mercato ci sono tanti altri fissanti però, quindi non so se in realtà ci sia di meglio in giro.

Kat Von D Tattoo Liner in Trooper:
Anche lui, come l’acqua micellare, mi ha abbandonata mentre ero a Bologna, e devo dire che è durato molto più di quanto mi aspettassi, anche se in effetti l’eyeliner ormai lo uso davvero di rado. Questo lo avevo preso a Novembre 2015 a San Francisco, quando all’epoca Kat Von D non c’era ancora in Italia e in generale in Europa, e se lo avessi finito prima probabilmente avrei cercato qualsiasi modo per riaverlo. Punta sottile e ultra precisa, scorre bene, dura tanto: l’ho già ripreso perché oltre alla classica codina sottine, è ottimo anche per bordature sottilissime (che poi sfumo con delle matite nella parte finale).

Alla prossima puntata ♥