Cose Fighe · Opinioni Opinabili

Con cosa mi restauro la faccia nell’ultimo periodo

Sono molto abitudinaria per quanto riguarda il trucco, faccio sempre i soliti due tipi di make up a rotazione cambiando soprattutto il rossetto con altre minime variazioni; è una cosa che vorrei cambiare perché per quanto possano piacermi gli smokey marroncini e compagnia bella, a volte sarebbe bello poter usare qualche colore in più senza sentirmi un pagliaccio ubriaco.
Va da sé quindi che scrivere un post sui miei prodotti preferiti è praticamente impossibile da fare mensilmente, perché non ce ne sarebbero abbastanza.
Grazie alla mia pigrizia nell’aggiornare il blog però ho tante cose di cui parlare stavolta, con la consapevolezza che il prossimo post potrebbe esserci tra qualche mese. O anche no, dipende da quanto resisterò nel fare shopping in questo periodo. Vabbè, non vi racconto balle: è praticamente ovvio che io faccia shopping questo periodo, è che il make up non è l’unica mia debolezza.

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Vorrei che tutto ciò fosse frutto di marchette vergognose e invece no, è tutta roba che ho comprato col mio vile denaro.

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VISO

  • One Heck of a Bloat, Soap&Glory: questa cipria trasparente l’ho presa quest’estate in Scozia, da Boots, e fa parte di quei prodotti che volevo provare già da qualche tempo ma che non vengono venduti qui in Italia. Per essere una cipria low cost, mi piace parecchio anche dal punto di vista del packaging: è in plastica ma non dà l’idea di rompersi solo guardandola, la grafica come tutti i prodotti Soap&Glory è una bomba ed è bella anche la scritta in rilievo sulla cipria. La uso ben dosata sulla zona T e non mi fa effetto terra spaccata e bruciata dal sole. Spero che mi duri fino al prossimo viaggio in UK (sigh).
  • Gotham, Nabla: ho tre terre fredde da usare per lo sculpting, ma questa rimane quella che preferisco come si può ben vedere dal disegno impresso sulla cialda ormai scomparso. Considerando che sono una mezza sega nel capire dove devo applicarla e come devo sfumarla, questa mi facilita il compito perché si sfuma praticamente da sola, l’unico problema è quindi DOVE sfumarla. Inoltre tanto amore per il packaging scelto da Nabla per i prodotti viso; per un gusto personale non amo solo i colori scelti ma è davvero di ottima qualità.
  • FratBoy, TheBalm: questo è il blush che uso quando non voglio pensare a che blush mettere. Primo perché non ne ho tanti e due di quelli che ho mi stanno anche male, secondo perché lo trovo di un colore molto naturale e molto dosabile da non essere mai eccessivo ma sempre visibile. Che colore sarà mai? BOH, è una tonalità che ho davvero difficoltà ad inquadrare, io direi un rosa medio con una punta di pesca. Non è opaco ma non ha neanche glitter visibili. TheBalm è un marchio che per ora mi sembra non sbagliarne una, ed è anche uno dei miei brand preferiti dal punto di vista del packaging (è femminile ma non lezioso come i prodotti Too Faced, diciamo è qualcosa che potrebbe piacere a Ginny Weasley ma non alla Umbridge).
  • Naked Skin Weightless Complete Coverage Concealer in Light Neutral, Urban Decay: questo è il secondo che compro, lo sto finendo e ne ho già uno di riserva. Lo uso solo in zona contorno occhi perché per il resto del viso è scuro, e di solito lo applico in abbinamento con un correttore giallo. È l’unico che mi va in modo minimo nelle pieghe, si fissa bene, è super coprente e non riesco a farne a meno.

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OCCHI & SOPRACCIGLIA

  • Upward Lash, MAC: non sono solita spendere molto per i mascara perché anche tra i low cost trovo roba interessante, ma questo qui ha uno scovolino unico nel suo genere e mi sono lasciata tentare, anche grazie al consiglio di persone che a colazione mangiano pane e MAC (grazie ♥); inutile dire che mi sono trovata benissimo. Ero convinta che per avere ciglioni da cerbiatto ci volessero scovolini giganti, mentre per il mio occhio lo scovolino gigante serve soprattutto a fare un sacco di casini. Four for you, Upward Lash, you go, Upward Lash! (cit.)
  • Eye Pencil in Coffee, MAC: alla fine ho rinunciato a trovare il marrone perfetto tra le low cost spendendo il triplo di quanto avrei speso se avessi preso subito questa, e ho ceduto a Coffee: un marrone medio-scuro, freddo, che uso spesso specialmente quando il nero mi sembra troppo.
  • Paint Pot in Groundwork, MAC: facevo la corte ai paint pot da almeno due anni ma ero sempre indecisa sul colore da prendere. A Novembre ho partecipato ad una Mac Technique nel Pro Store di Via del Corso a Roma (lezione di gruppo su un argomento specifico, nel mio caso lo smokey eyes), ho avuto modo di usarlo ed è stato amore folle e disperato. Ottimo da usare come base, è fighissimo anche da solo perché la leggera satinatura lo rende tridimensionale e per niente noioso. Il colore è un taupe medio abbastanza neutro, che può risultare più freddo o più caldo a seconda della vostra carnagione (su di me, a volte lo vedo un filo caldo).
  • Brow Divine in Jupiter, Nabla: ho anche un’altra matita per sopracciglia che poverina snobbo tantissimo da quando ho preso Jupiter, ovvero parecchi mesi fa. Le mie sopracciglia hanno una forma decente anche da struccate, quindi con la matita non devo ridisegnarle completamente ma solo riempire e definire qualche pezzetto mancante. Le Brow Divine per le mie esigenze sono perfette: prezzo contenuto, mi sta durando una vita, reggono tutto il giorno tranne quando mi lascio andare a teatrali espressioni di incredulità.

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LABBRA

  • Lipstick in Amorous, MAC: lo avevo provato una volta in negozio e a malincuore lo avevo lasciato lì, perché era estate ed è un colore cupo che non avrei sfruttato a dovere. Poi però è arrivato l’autunno, è arrivata la Mac Technique ed è stato il colore che ho scelto da abbinare al trucco occhi che abbiamo realizzato. L’ho preso il giorno stesso. L’ho usato già parecchie volte, il che per un rossetto è raro perché è l’unico elemento che vario spesso. Con un gloss trasparente sopra si trasforma e diventa ancora più particolare.
  • Liptensity in Marsala, MAC: appena è uscita questa nuova linea di rossetti MAC mi sono immobilizzata e ho iniziato ad annusare l’aria come un cane da tartufo (o meglio, come un maiale, visto che sono tempi duri da quando è tornata la linea Deluxe al Lidl), ma non ce n’era nessuno che davvero sembrasse interessarmi. Poi li ho visti in negozio e mi sono fatta legare le mani. Ho provato quello che poteva essere più nelle mie corde e sono rimasta folgorata. Quando, dopo averlo provato, non sono riuscita a toglierlo con i fazzoletti neanche dopo averci messo su un burro cacao, ho capito che doveva essere mio. È veramente uno dei rossetti migliori che abbia mai provato.
  • Sheer Shame, Urban Decay: la mia versione è quella degli Sheer Revolution Lipstick, ora andati fuori produzione in favore della nuova linea Vice; per fortuna questa colorazione c’è ancora perché è un rossetto che sto amando alla follia e che probabilmente riuscirò anche a finire in tempi brevi. L’ho preso un po’ a caso perché l’ho trovato a metà prezzo, e non mi aspettavo che potesse piacermi così tanto. Sul braccio sembra un rosa anche piuttosto orrendo, ma è solo perché essendo molto sheer il risultato cambia tantissimo in base al colore delle vostre labbra o alla matita che usate.
  • Lip Pencil in Half-Red, MAC: anche questo è un acquisto post Mac Technique, che per fortuna mi ha anche insegnato molto oltre che svuotarmi il portafoglio; è una matita che senza provarla non avrei degnato di uno sguardo, invece ho scoperto che questo punto di borgogna è perfetto per smorzare un po’ dei rossetti che possiedo che risultano troppo sparati su di me (Ruby Woo e Von Teese di Mac, Catfight di Urban Decay).

Quali sono i vostri preferiti in questo periodo? ♥

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Anni Novantezza

Farò finta che non siano passati sette mesi dall’ultimo post, così saltiamo a pie’ pari tutte le scuse di rito che a me sinceramente annoiano da morire, e parto subito abbomba con un tema che mi sta molto a cuore: come ci si truccava negli anni ’90?
Io purtroppo, nata l’ultimo anno degli anni ’80 (che meriterebbero non uno, non due, non tre post, ma interi tomi da 1200 pagine da consultare ogni giorno per non dimenticare MAI), ho vissuto gli anni ’90 pensando soprattutto alle Barbie e alle tempere della Giotto, e occasionalmente ero attratta dai trend fruibili anche da una bambina: le collane tatuaggio, le treccine colorate, i mascara colorati per capelli. Sì, su questi ultimi sorvolerei alla grande, ma quando in quarta elementare ho voluto tagliare i capelli giusto un filo più lunghi di quelli di Eleven di Stranger Things era l’unico modo, a mio avviso, di renderli più interessanti.
Quando poi approdai sui lidi della cosmesi era ormai il 2000; ricordo una svalangata di gloss e glitterini, le trousse della Pupa e la roba che usciva dal Cioè. È stato un brutto periodo e spero che non torni mai alla ribalta, anche perché il non aver mai avuto le zeppe della Onyx mi ha segnata profondamente e non vorrei ripetere la traumatizzante esperienza.
Per questi motivi, quando da qualche tempo ormai si sono iniziate a percepire delle vibrazioni nella Forza e si è iniziato a capire che residui di anni novantezza si stavano rovesciando su di noi con la forza di mille tsunami, io sono stata contentissima perché FINALMENTE potevo cedere a tutta una serie di cose che ho visto da spettatrice negli anni della mia infanzia. Mi piacciono i choker, mi piacciono le camicie di flanella a quadri, mi piacciono i rossetti marroni e marronazzi (c’è un motivo se ho acquistato Whirl di Mac, Lolita di Kat Von D e Vintage di NYX.)
Ho cercato di individuare i colpevoli di questa mia passione per gli anni ’90, perché oggettivamente a volte è difficile da spiegare, perché ogni periodo ha i suoi mostri, e gli anni ’90 non sono da meno; uno fra tutti: le sopracciglia sottilissime, mio nemico personale.
Le risposte che ho trovato sono più o meno queste.

1. Buffy The Vampire Slayer
Ho conosciuto Buffy solo quando Italia1 mandò in onda le repliche durante il primo pomeriggio, non ricordo con precisione se fosse l’estate del 2003 o del 2004. All’epoca sapevo ben poco delle porcate che combinò Mediaset su quella che è rimasta la mia serie TV preferita, che per fortuna ho rivisto qualche anno dopo in dvd, in lingua originale, senza quindi problemi quali un adattamento raccapricciante, tagli furiosi su un sacco di scene e messa in onda di episodi a caso.
Le prime stagioni di Buffy sono state girate dal 1996 in poi, Sarah Michelle Gellar aveva 18 anni e il personaggio che interpretava era una sedicenne di LA che andava al liceo con minigonne inguinali e paletti di legno: come non amarla?
Poi Angel le ha prestato la giacca di pelle e ho sbarellato completamente. ♥
(Sono fan di Spike, comunque.)
C’era anche Faith che io ho amato alla follia: come dimenticare quando prende in ostaggio Joyce e le ruba il rossetto rosso scuro chiamato Harlot?
Merda, adesso ho voglia di rivedere tutte le stagioni. Pretty please, Netflix Italia?

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2. Clueless
Se negli anni 2000 abbiamo avuto Mean Girls, negli anni ’90 c’era Clueless.
Un film per adolescenti basato su un romanzo di Jane Austen… c’è davvero altro da dire?
Poi vabbè, Brittany Murphy. Meglio non pensarci ché mi sale il magone.

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3. Friends
Io mi cospargo il capo di cenere, ma lo ammetto: ho visto Friends solo nel 2014. Però poi non ho più smesso di vederlo.
È stato stranissimo vedere le prime stagioni, andate in onda a metà degli anni ’90, piene zeppe di look e dettagli che vanno di moda ora. Fortunatamente NON i tagli di capelli.
E poi Courtney Cox in quel periodo era FAVOLOSA. Vedere per credere!

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4. Le Supermodelle
Tutte: Kate Moss, Linda Evangelista, Cindy Crawford, e infinite altre.

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5. Le Attrici
Drew Barrymore, Winona Ryder, Christina Ricci e un sacco di altre che ho dimenticato.

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Bonus: Non È La Rai
È una trasmissione che in casa mia odiavano tutti. Ne ho visto qualche episodio a casa di un’amica più grande ed ho ricordi molto confusi. C’erano un sacco di ragazzine in età scolare che invece di andare a scuola ballavano in modo scomposto in tv e parlavano di problemi di cuore. AMAZING!

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