Opinioni Opinabili

Velvetines di Lime Crime ovvero come dare soldi ad aziende malvagie

Se c’è una cosa di cui sono sicura è che non sono mai sicura di niente, quindi non mi sono sorpresa più di tanto quando mi sono ritrovata ad ordinare non una, ma ben tre Velvetines di Lime Crime.

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Io avevo detto no a Lime Crime come la tipa di Valsoia ha detto no al colesterolo, perché fondamentalmente Lime Crime è un’azienda opinabile e infida. In rete trovate interi blog dedicati a Lime Crime e al perché sia circondata da scandali, odio e pettegolezzi sin dai suoi albori, cosa che, a mio avviso, nessuna altra casa cosmetica ha sofferto in questo modo: vi lascio il link a questo esaustivo articolo di Racked, pieno di riferimenti e collegamenti quasi impossibili da spulciare in una sola seduta intensiva di gossip.
Tra le critiche mosse a Lime Crime, a partire dalla sua fondatrice famosa anche per aver riversato in rete graziose foto di lei vestita da Hitler, ci sono accuse di aver comprato all’ingrosso dei pigmenti per poi riconfenzionarli così come erano e venderli a prezzi triplicati negando ovviamente il tutto, problemi con la FDA e soprattutto l’aver ignorato l’hacking del loro sito, che ha portato clienti ignari a perdere migliaia di dollari.
Tutte queste belle cosucce mi hanno portata a vedere sempre con sospetto Lime Crime, poi è successo che ‘sti maledetti hanno fatto un Velvetine che si chiama Buffy (che è la mia serie tv preferita) e ho deciso di dargli una chance. Non volevo assolutamente dare i miei dati al loro sito, né tantomeno volevo rischiare le tasse doganali (la dogana, ma cos’è, il MEDIOEVO), quindi ho trovato un rivenditore europeo e l’ho preso lì: per giustificare le spese di spedizione ho buttato nell’ordine con molta nonchalance anche altri due colori oltre il sopracitato Buffy.
Devono smetterla di dare nomi del genere a prodotti appetibili, ho già rischiato di spendere più di 30€ per un inutile duo blush/terra Too Faced solo perché una delle due colorazioni disponibili l’hanno chiamata Ross+Rachel.
Tutta questa pappardella de roba serve soprattutto per spiegarvi che la mia opinione sui Velvetines un po’ è influenzata dai miei sentimenti verso Lime Crime. Voi direte: che hai comprato a fare prodotti di un’azienda che ti fa schifo? E avreste ragione a chiedervelo, visto che questa domanda mi tiene ancora sveglia la notte.

Ma passiamo ai rossetti liquidi e alle loro caratteristiche generali, per poi passare ai colori specifici che ho preso.

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La prima cosa che salta all’occhio è che questi rossetti sono piccoli. PICCOLI. Per darvi un’idea, vi faccio vedere una foto in cui confronto i rossetti liquidi in mio possesso e gli ml di ognuno.
Lime Crime Velvetines, 2,6 ml, 18€ circa – Sephora Cream Lip Stain, 5 ml, 10.90€ – Kat Von D Everlasting Liquid Lipsticks, 6,6 ml, 20€ circa – The Balm Meet Matt(e) Hughes, 7,4 ml, 18€ circa

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Quindi sì, per me i Velvetines sono quasi un furto: il prezzo è in linea con quello degli altri brand, ma avrete molto molto meno prodotto.
Il packaging è carino ma nulla di eccezionale, si tratta di vetro opaco e tappo con roselline e logo stampati.
L’applicatore è il classico applicatore in spugnetta, preciso e rigido, ma non fa gridare al miracolo.
Il prodotto ha una consistenza molto liquida, il colore è subito coprente e ho notato che tendono a scurirsi una volta asciutti.

I colori che ho preso sono tre: Buffy, sul sito descritto come un buff nude, Riot, un red brown, e Fetish, un plum.

Buffy è un nude beige che su di me si ingrigisce parecchio, e lo ritengo la versione marronazza del più famoso Cashmere.  Appena messo ho detto NO NO NO VADE RETRO NO NO NO perché era terribile, veramente una cosa smorta effetto Laura Palmer. Poi si è asciugato ed è rimasto un colore terribile che però mi piace, quindi sono riuscita a trovare il coraggio di uscirci di casa, dimostrandomi schiava della muoooda che ci vuole con le labbra pallide e improponibili.

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Riot più che un rosso mattone è un rosa mattone; c’è indubbiamente una punta di rosso ma non è un rosso vero. Su di me non è il massimo ma non mi dispiace. Al contrario di Buffy. è un colore molto bello e poco impegnativo.

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Fetish è un prugna, ma non è eccessivamente scuro.
Ovviamente come tutti i rossetti esistenti al mondo il risultato cambia moltissimo a seconda del vostro incarnato, su di me tende ad essere abbastanza cupo.

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Il mio giudizio generale su questi prodotti è NOT IMPRESSED.
Nel senso che no, non mi hanno stupito.
La durata è buona (qui bisognerebbe aprire un capitolo lungo quanto la serie delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco per spiegare alle persone che un rossetto, anche se a lunga tenuta, non è una vernice per automobili ed è normale che vada via dopo un pasto a base di sugna e strutto) ma a differenza di rossetti liquidi opachi di altre marche (ad esempio Kat Von D) su di me seccano tantissimo le labbra. È vero che come formulazione tutti questi tipi di rossetti tendono a creare la desertificazione sulla bocca, ma nessuno mi dà quest’effetto veramente fastidioso che ti fa venire voglia di usare la carta vetrata come scrub labbra. Se non si hanno le labbra perfettamente lisce, ‘sta roba te le finisce di distruggere e, come potete vedere, tende ad evidenziare parecchio i difetti della bocca. Sono rossetti no transfer in linea di massima, possono resistere ad una bibita ma ad una pomiciata la vedo difficile, quindi prima di imboscarvi con qualcuno sappiate che potrebbe creare dei problemi.

Vi lascio qualche swatch comparativo con altri prodotti che possiedo. Buffy è senza ombra di dubbio il colore più marrone in mio possesso, quindi temo che non saranno di grande aiuto.

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Per me sono prodotti mediocri, né più né meno. Costassero meno probabilmente li avrei anche consigliati, ma ad un prezzo minore c’è davvero di meglio. Se si cercano colori particolari inoltre ormai sono tantissimi i brand che hanno una proposta molto ampia, sempre cercando fuori dall’Italia: Colourpop, JeffreeStar, Ofra, per dirne tre a caso.

Spero che questo post possa esservi utile, ricordatevi che su di voi i colori possono risultare diversi!
Buon weekend ♥

PS: non postavo un articolo sul blog da 5 mesi, ma fidatevi, se raccontassi tutto quello che mi è successo capireste che sono un’assente giustificata. Cercherò di essere più attiva in futuro perché parlare di make up rimane una delle cose più divertenti che mi capita di fare!

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