Cose Fighe · Opinioni Opinabili

Kat Von D Beauty e la vana speranza di vederla in Italia

Tra le certezze della vita, assieme all’autobus che passa cinque minuti prima l’unica volta che sei in ritardo di cinque minuti e la fetta di pane con la Nutella che ti cade dalle mani spatasciandosi per terra dal lato della cioccolata costringendoti a pulire ovunque, c’è il fatto che in Italia i trend arrivano sempre con un po’ di ritardo, a volte di anni interi.
Ovviamente ora che c’è internet è tutto molto più facile, tranne, a quanto pare, acquistare prodotti beauty dall’America; a volte non spediscono in Italia, a volte spediscono volentieri ma tra spese di spedizione e dogana ti ritrovi a spendere l’equivalente del debito pubblico italiano per due rossetti e un blush.
Non a caso è nato una sorta di mercato nero di gente che rivende a prezzi triplicati prodotti che negli US non costano poi così tanto e vengono pure trattate come gentilissime persone dall’animo nobile, tipo Robin Hood. Io semplicemente gnaafaccio e mi limito a cercare rivenditori europei che non se ne approfittino troppo.

web_DSC02788

Tra tutti i brand non ancora presenti sul suolo italiano, Kat Von D Beauty è quello che più mi manca; non a caso è l’unica marca che ho acquistato quando sono stata a San Francisco lo scorso novembre, non potendo purtroppo dare fondo a tutti i miei risparmi perché la carta prepagata era già provata da brevi ma intense incursioni mangerecce da Starbucks (sì, lo so, le catene, la globalizzazione, il McDonald’s, ma il Caramel Brulèe Latte era una bomba e non regretto niente). Negli ultimi mesi Kat Von D è finalmente sbarcata in Europa, per ora limitandosi alla Spagna ed ai paesi scandinavi. Scommetto che arriverà ovunque prima che in Italia, ma è una scommessa che sarei lieta di perdere. Chissà.

I prodotti in mio possesso attualmente non sono così tanti, ma la loro qualità mi fa veramente venir voglia di prendere tutto o quasi: ho il Lolita Lip Duo, ovvero due minisize degli Everlasting Liquid Lipstick in Lolita e Lolita II; un Everlasting Liquid Lipstick nel colore Exorcism, un Metal Crush Eyeshadow nel colore Raw Power e il famoso Tattoo Liner in Trooper.

Gli Everlasting Liquid Lipstick sono i rossetti liquidi opachi che vanno tanto di moda ora, e sebbene io non ne abbia provati molti, questi sono sicuramente i migliori. La consistenza non è né troppo liquida né troppo densa, durano tantissimo, sono super opachi e non vanno nelle pieghe.
Lolita è un descritto come un “chestnut rose”: dovrebbe essere un rosa marroncino medio, su di me è un marrone leggermente rosato decisamente scuro. Non so se io abbia beccato una delle versioni uscite male (il problema è noto), ma l’effetto sulle mie labbra è diversissimo dalle immagini trovate in rete. Mi va bene, ma fosse stato più chiaro l’avrei trovato nettamente più versatile.
Lolita II è un “terracotta nude”: un bel nude dal sottotono caldo, terracotta sì ma chiaro.
Exorcism è un “ripe blackberry”: a metà fra il prugna e il borgogna è un bel rossettazzo scuro, non è un colore molto saturo ed è leggermente freddo. Rispetto ai colori più chiari questo risulta un filo meno omogeneo ma comunque non dà problemi.

web_DSC02798
I Metal Crush Eyeshadow sono gli ombretti singoli, ce ne sono 11 in tutto e credo di aver scelto uno di quelli che mi sta peggio, ovvero Raw Power, un bellissimo rosso borgogna con riflessi arancio e decisamente caldi. Si sfuma che è un piacere e col primer resiste per ore e ore. Dallo swatch che ho fatto non si direbbe, ma vi assicuro che dal vivo – e applicato meglio – è tutta un’altra cosa.

web_DSC02792

web_DSC02805

E poi c’è il Tattoo Liner, ovvero quello che secondo me è uno degli eyeliner in penna migliori in circolazione, se non IL migliore. La punta è a pennello, estremamente precisa, infatti la prima volta che l’ho usato ho fatto un casino. Diciamo che non è a prova di stupido, un minimo di manualità bisogna averla perché scivola e scrive abbbomba ed è facile sbagliare, ma una volta ottenuta la giusta dimestichezza è perfetto. Gli voglio molto bene e lo sto usando con parsimonia perché appunto per ricomprarlo non so ancora che giri assurdi mi toccherà fare.

Vi lascio come al solito gli swatch comparativi con altri rossetti liquidi opachi che possiedo. Stavolta niente foto con i rossetti perché ho le labbra spaccate (grazie, temperature in calo, gentilissime), però ho ripescato dei selfie fatti con la fotocamera frontale del telefono dove indosso il Tattoo Liner e i tre rossetti, che trovate a questo link perché non mi sembrava il caso di mettere il mio faccione sulla home del blog.

web_DSC02804

Buon inizio settimana a tutti ♥

Opinioni Opinabili

I rossetti Rimmel Lasting Finish Kate Moss | quando essere poveri non è poi così male

Succedono sempre cose peculiari quando decido di tornare a scrivere sul blog, una sequela di congiunzioni astrali sfavorevoli che portano la sottoscritta a
1) essere in pms, cosa che, oltre una potentissima tendenza ad essere col giramento di coglioni perenne, si porta con sé una sgradevole disidratazione generale, soprattutto nella zona mento/guance che è l’unica parte che fotografo e
2) vivere in una casa dalle luci sepolcrali, anche di giorno, quando la luce che entra in casa si riflette prima sui palazzi di fronte che me la restituiscono sempre gialla o con dominanti di colore che farebbero tremare fotografi molto più in gamba di me e
3)  avere un mal di gola improvviso che mi fa odiare il mondo e tutte le sue creature.
Dopo questo bel quadretto poco edificante e per nulla dignitoso, vi parlo finalmente di rossetti, che sono alla fin fine l’unica cosa per cui vale la pena truccarsi il resto della faccia.

web_DSC02787

Io non lo so come facevo fino a due anni fa, quando non indossavo nulla sulle labbra perché MI DAVA FASTIDIO IL ROSSETTO, però sono sicura che il mio portafoglio all’epoca piangesse molto meno, anche se probabilmente veniva regolarmente svuotato su altre frivolezze. Chi può dirlo. Nella mia perenne ricerca di rossetti che mi piacciono, la mia scelta ricade molto spesso su prodotti più costosi perché in generale la differenza si vede e si sente (non sempre, ovviamente) e c’è a mio avviso una scelta di colori più ampia e particolare. Non è sempre vero e non è ovunque così, ma non nego che sia la mia impressione.

Però a guardare bene, e basta davvero quello appunto, guardarsi attorno e capire che tra il marasma di roba che si trova in giro ci sono anche cose valide.

web_DSC02785

Per me le cose valide di cui parlo sono i rossetti Rimmel Kate Moss.
Negli anni ho collezionato diversi rossetti di questa linea e tra di loro si nascondono i miei rossetti più usati in assoluto (e ormai sono a quota *censura per vergogna*).
Non credo siano i rossetti low cost migliori sul mercato ma sono quelli perfetti per me: finish lucido ma colore bello pieno nel caso dei colori più scuri, durata accettabile (con una matita sotto vi stupiranno), colori carini, prezzo ottimo (8€ circa). Sono belli cremosi, quindi il mio consiglio è di usarli sempre con la matita, specie quelli più scuri. La scelta di colori è vasta ma in Italia ne sono usciti solo alcuni perché come al solito siamo dei poveri stronzi; capisco che non facciano uscire i colori più chiari o più scuri dei fondotinta perché nella loro visione distorta dell’Italia siamo probabilmente tutte delle Sofia Loren e non comprendono che ci siano ragazze pallide o più scure (e le molto chiare devono avere il sottotono rosa secondo loro; io che sono praticamente neutra con i fondi gialli sembro un Simpson e con quelli rosa un astice ben cotto), ma perché privarci dei colori dei rossetti? Quale mostro ci sta facendo questo? In ogni caso se vi piace un colore che qui non esiste, per fortuna hanno inventato lo shopping online che ha salvato migliaia di sere altrimenti deprimenti a suon di “aggiungi al carrello”. In particolare potete provare su Amazon o su Asos.

Alla classica linea dal tubetto nero e scritta colorata, si è aggiunta una serie dal pack color rosa salmone che celebra il nude in diverse sfumature (non ne ho preso manco uno perché nessuno mi ha convinto) e una serie color rosso che aveva colori “opachi”; in realtà non erano propriamente opachi quanto più satinati, e l’effetto era molto piacevole. Perché parlo al passato? Perché a quanto pare questa bellissima linea rossa è fuori produzione. MA SARANNO SCEMI? Il mondo del make up è veramente un posto di merda, non si sa mai quando ti capiterà di dover cercare in lungo e largo un prodotto identico a quello che hanno deciso di mandare fuori produzione. Sì Kiko, sì, sto guardando te e la tua bella idea di merda di mandare fuori produzione la linea Precision di matite labbra, compresa la mia amata 300.

web_DSC02704

Detto questo la finisco di scassarvi le balle che avrete anche voi da fare, e vi lascio le foto dei rossetti, qualche swatch comparativo e soprattutto delle magnifiche didascalie dove cerco disperatamente di descrivere i colori.

web_DSC02728

05 – Questo l’ho comprato assolutamente a caso e infatti non mi sta proprio benissimo, devo usare sempre una matita sotto per sistemarlo un pochino. Direi sia un fucsia chiaro. Ma potrei sbagliare. Molto carino.

web_DSC02710

08 – il colore che faccio più fatica a descrivere è anche quello che ho indossato di più in assoluto. Un nude rosato davvero bello e non banale, che non fa le labbra effetto Kardashian.

web_DSC02746

10 – A me sembra un rosso abbastanza neutro, dal vivo me lo vedo benino ma dalla fotocamera mi sembra più caldo.  È cremosino ma pigmentato, l’ideale è metterlo con una matita sotto per evitare che si muova troppo e finire con un adorabile effetto Joker di Batman.

web_DSC02715

16 – Un rosa Barbie. Un errore da non ripetere, ma sono sicura che ci sarà qualche bella castana chiara con gli occhi azzurri su cui starà benissimo.

web_DSC02775

30 – Un berry/prugna. Questo l’ho preso su Amazon, visto che non è uscito in Italia, e mi piace tantissimo.

web_DSC02721

38 – Un pesca chiaro. Anche questo è un mezzo errore, nel senso che l’ho preso perché su Zoella stava tanto bene, ma su di me non molto. I rossetti pesca rimangono comunque tra i miei colori preferiti.

web_DSC02736

104 – Un malva molto versatile, che cambia facilmente grazie all’uso di matite diverse (lo rendo più rosa o più marroncino a seconda delle esigenze). L’ho usato tantissimo, al pari dello 08.

web_DSC02752

107 – Anche questo è un berry, molto carino specie in autunno perché non è eccessivamente cupo.

Vi lascio con la solita carrellata di swatch comparativi.

web_DSC02738

L’avevo detto che mi piacciono i pesca!
Rimmel 38 e Mac Pure Zen sono parenti stretti, anzi, il 38 mi sembra anche più pigmentato. State alla larga da Mac Runway Hit, colore bellissimo, sulle labbra non si stende in maniera omogenea neanche se pregate: prendetevi Just Peachy piuttosto, che non sarà il massimo come qualità (al contrario di altri rossetti della stessa linea) ma almeno costa 16€ in meno.
Mac Kinda Sexy è uno dei miei rossetti preferiti di sempre, Paloma di Nabla è più chiaro e sulle labbra dura il tempo di uno starnuto.
Non ho nulla di simile al Rimmel 16 perché almeno non ripeto certi errori.

web_DSC02757

Se Rimmel 08 rimane il nude che preferisco usare, il 17 di Deborah è un valido rivale in versione leggermente meno calda e più opaca.
Hanno entrambi molto più rosa al loro interno rispetto a Bare It All e Velvet Teddy, questi ultimi due molto simili ma sulle labbra mi fanno un effetto molto diverso (Bare It All è molto più effetto correttore).
Mac Whirl appartiene ad un’altra categoria di colori, l’ho messo solo come riferimento.

web_DSC02776

Tra tutti spicca il fatto che lo 05 di Rimmel ha una punta di fucsia in più rispetto agli altri, che sono quasi tutti molto simili: Mehr è una versione più scura del Rimmel 104, Nouvelle Vogue (LE 2014) è più rosa e freddo, Rose-bud più caldo.

web_DSC02778

Non so perché ci ho messo in mezzo Diva di Mac, ma comunque si vede che il Rimmel 10 è un rosso più neutro di Ruby Woo e meno fragola di Von Teese.

web_DSC02763

Sugar Plum Fairy pare sia un dupe di Rebel di Mac; non avendolo, non posso fare confronti, ma può servire per capire la differenza con il 30 e il 107 di Rimmel.

Vi ricordo che la resa dei rossetti cambia moltissimo da persona a persona, e il mio consiglio rimane sempre quello di vederli dal vivo, se possibile.
Spero possa essere utile a qualcuno! ♥

Opinioni Opinabili

Velvetines di Lime Crime ovvero come dare soldi ad aziende malvagie

Se c’è una cosa di cui sono sicura è che non sono mai sicura di niente, quindi non mi sono sorpresa più di tanto quando mi sono ritrovata ad ordinare non una, ma ben tre Velvetines di Lime Crime.

DSC02653_1
Io avevo detto no a Lime Crime come la tipa di Valsoia ha detto no al colesterolo, perché fondamentalmente Lime Crime è un’azienda opinabile e infida. In rete trovate interi blog dedicati a Lime Crime e al perché sia circondata da scandali, odio e pettegolezzi sin dai suoi albori, cosa che, a mio avviso, nessuna altra casa cosmetica ha sofferto in questo modo: vi lascio il link a questo esaustivo articolo di Racked, pieno di riferimenti e collegamenti quasi impossibili da spulciare in una sola seduta intensiva di gossip.
Tra le critiche mosse a Lime Crime, a partire dalla sua fondatrice famosa anche per aver riversato in rete graziose foto di lei vestita da Hitler, ci sono accuse di aver comprato all’ingrosso dei pigmenti per poi riconfenzionarli così come erano e venderli a prezzi triplicati negando ovviamente il tutto, problemi con la FDA e soprattutto l’aver ignorato l’hacking del loro sito, che ha portato clienti ignari a perdere migliaia di dollari.
Tutte queste belle cosucce mi hanno portata a vedere sempre con sospetto Lime Crime, poi è successo che ‘sti maledetti hanno fatto un Velvetine che si chiama Buffy (che è la mia serie tv preferita) e ho deciso di dargli una chance. Non volevo assolutamente dare i miei dati al loro sito, né tantomeno volevo rischiare le tasse doganali (la dogana, ma cos’è, il MEDIOEVO), quindi ho trovato un rivenditore europeo e l’ho preso lì: per giustificare le spese di spedizione ho buttato nell’ordine con molta nonchalance anche altri due colori oltre il sopracitato Buffy.
Devono smetterla di dare nomi del genere a prodotti appetibili, ho già rischiato di spendere più di 30€ per un inutile duo blush/terra Too Faced solo perché una delle due colorazioni disponibili l’hanno chiamata Ross+Rachel.
Tutta questa pappardella de roba serve soprattutto per spiegarvi che la mia opinione sui Velvetines un po’ è influenzata dai miei sentimenti verso Lime Crime. Voi direte: che hai comprato a fare prodotti di un’azienda che ti fa schifo? E avreste ragione a chiedervelo, visto che questa domanda mi tiene ancora sveglia la notte.

Ma passiamo ai rossetti liquidi e alle loro caratteristiche generali, per poi passare ai colori specifici che ho preso.

DSC02654_1

La prima cosa che salta all’occhio è che questi rossetti sono piccoli. PICCOLI. Per darvi un’idea, vi faccio vedere una foto in cui confronto i rossetti liquidi in mio possesso e gli ml di ognuno.
Lime Crime Velvetines, 2,6 ml, 18€ circa – Sephora Cream Lip Stain, 5 ml, 10.90€ – Kat Von D Everlasting Liquid Lipsticks, 6,6 ml, 20€ circa – The Balm Meet Matt(e) Hughes, 7,4 ml, 18€ circa

DSC02657_1
Quindi sì, per me i Velvetines sono quasi un furto: il prezzo è in linea con quello degli altri brand, ma avrete molto molto meno prodotto.
Il packaging è carino ma nulla di eccezionale, si tratta di vetro opaco e tappo con roselline e logo stampati.
L’applicatore è il classico applicatore in spugnetta, preciso e rigido, ma non fa gridare al miracolo.
Il prodotto ha una consistenza molto liquida, il colore è subito coprente e ho notato che tendono a scurirsi una volta asciutti.

I colori che ho preso sono tre: Buffy, sul sito descritto come un buff nude, Riot, un red brown, e Fetish, un plum.

Buffy è un nude beige che su di me si ingrigisce parecchio, e lo ritengo la versione marronazza del più famoso Cashmere.  Appena messo ho detto NO NO NO VADE RETRO NO NO NO perché era terribile, veramente una cosa smorta effetto Laura Palmer. Poi si è asciugato ed è rimasto un colore terribile che però mi piace, quindi sono riuscita a trovare il coraggio di uscirci di casa, dimostrandomi schiava della muoooda che ci vuole con le labbra pallide e improponibili.

DSC02672_1
Riot più che un rosso mattone è un rosa mattone; c’è indubbiamente una punta di rosso ma non è un rosso vero. Su di me non è il massimo ma non mi dispiace. Al contrario di Buffy. è un colore molto bello e poco impegnativo.

DSC02681_1
Fetish è un prugna, ma non è eccessivamente scuro.
Ovviamente come tutti i rossetti esistenti al mondo il risultato cambia moltissimo a seconda del vostro incarnato, su di me tende ad essere abbastanza cupo.

DSC02688_1

Il mio giudizio generale su questi prodotti è NOT IMPRESSED.
Nel senso che no, non mi hanno stupito.
La durata è buona (qui bisognerebbe aprire un capitolo lungo quanto la serie delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco per spiegare alle persone che un rossetto, anche se a lunga tenuta, non è una vernice per automobili ed è normale che vada via dopo un pasto a base di sugna e strutto) ma a differenza di rossetti liquidi opachi di altre marche (ad esempio Kat Von D) su di me seccano tantissimo le labbra. È vero che come formulazione tutti questi tipi di rossetti tendono a creare la desertificazione sulla bocca, ma nessuno mi dà quest’effetto veramente fastidioso che ti fa venire voglia di usare la carta vetrata come scrub labbra. Se non si hanno le labbra perfettamente lisce, ‘sta roba te le finisce di distruggere e, come potete vedere, tende ad evidenziare parecchio i difetti della bocca. Sono rossetti no transfer in linea di massima, possono resistere ad una bibita ma ad una pomiciata la vedo difficile, quindi prima di imboscarvi con qualcuno sappiate che potrebbe creare dei problemi.

Vi lascio qualche swatch comparativo con altri prodotti che possiedo. Buffy è senza ombra di dubbio il colore più marrone in mio possesso, quindi temo che non saranno di grande aiuto.

DSC02659_1

DSC02662_1

DSC02668_1

 

Per me sono prodotti mediocri, né più né meno. Costassero meno probabilmente li avrei anche consigliati, ma ad un prezzo minore c’è davvero di meglio. Se si cercano colori particolari inoltre ormai sono tantissimi i brand che hanno una proposta molto ampia, sempre cercando fuori dall’Italia: Colourpop, JeffreeStar, Ofra, per dirne tre a caso.

Spero che questo post possa esservi utile, ricordatevi che su di voi i colori possono risultare diversi!
Buon weekend ♥

PS: non postavo un articolo sul blog da 5 mesi, ma fidatevi, se raccontassi tutto quello che mi è successo capireste che sono un’assente giustificata. Cercherò di essere più attiva in futuro perché parlare di make up rimane una delle cose più divertenti che mi capita di fare!