Cose Fighe

La Wishlist Impossibile: 10 cose che non comprerò mai (forse)

Nel vasto e crudele mondo del make up, solitamente più paghi, più hai qualcosa oggettivamente bello da guardare. La qualità di alcuni prodotti low cost può essere anche superiore a quelli di lusso, ma difficilmente il packaging riesce a competere con i marchi più grandi. La plastica è sempre plastica ma più lucida, ci sono molti dettagli metallici, e tutto urla “GUARDA, COSTO QUANTO UN MESE DI AFFITTO A VIA COLA DI RIENZO!”
Quando poi i prodotti belli sono anche validi, mi trovo improvvisamente a guardare con mestizia il mio portafoglio e sperare forte che si riempia da solo.
Questi sono i dieci prodotti che mettono a dura prova la mia forza di volontà ogni giorno, e che probabilmente non comprerò mai. Anche perché, ammettiamolo, forse non abbiamo bisogno di otto illuminanti diversi. O forse sì?

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1. Dior – Diorskin Nude BB Creme – 40,50€ – pare sia La BB cream per eccellenza. Uniforma, idrata, protegge e se glielo chiedi gentilmente va a pagare anche i bollettini alle poste.
2. Becca – Shimmering Skin Perfector Pressed in Moonstone – 38$ – credo che in Italia non si trovi la Becca. E meno male. Questo è un illuminante, la mia tonalità preferita è Moonstone, la più chiara. Mi fa credere che, se la indossassi, diventerei figa come Charlize Theron che esce dalla piscina d’oro nella pubblicità di J’Adore Dior. Non lo comprerei proprio per non rimanere delusa da tali altissime ma realistiche aspettative.
3. Lorac – Lorac Pro Palette – 42$ – Lorac è un’altra marca che non si trova in Italia. Questa palette mi piace perché ha toni abbastanza naturali e soprattutto ha 8 colori matte e 8 shimmer. Anche la Unzipped non è affatto male.
4. NARS – Audacious Lipstick in Charlotte – 30€ – so che al prossimo 20% da Sephora è probabile che io ceda all’acquisto di un Audacious Lipstick, ma sono indecisissima tra colori più naturali (Anita, Raquel e Brigitte) e non potrei mai spendere 30€ per un rossetto che indosserei poco. Ma cazzo quanto è bello.
5. Make Up For Ever – Aqua Cream n° 13 – 26,50€ – un ombretto shimmer waterproof color beige caldo. Non so, mi dà l’idea che una volta schiaffato alla buona sulle palpebre sia già perfetto, magari abbinato ad una tonnellata di mascara nero e un rossetto rosso.
6. Benefit – Watt’s Up! – 33,50€ – è oro liquido. Mi ricorda la Felix Felicis di Harry Potter. Mi basta.
7. Hourglass – Ambient Lighting Palette – 58$ – la Hourglass sembra produrre cose fatte per fregarti con la loro bellezza assurda (tipo le Modernist, che però mi piacciono solo da vedere, visto che non sopporterei avere ombretti che si fondono tra loro, per lo stesso motivo per cui detesto le vaschette di gelato multigusto). Peccato costino quanto i crini di unicorno e il veleno di Aragog messi assieme. Questa è una palette di ciprie che illuminano l’incarnato, senza essere glitterate e senza renderti la faccia lucida. Ora che so dove vendono la Hourglass in Italia, eviterò per sempre quei posti per non essere tentata.
8. Kat Von D – Tattoo Liner in Trooper – 19$ – un eyeliner nero. Lo voglio. Fine.
9. Chanel – Jardin de Chanel Blush Camelia Rose – 55$ (edizione limitata) – non me ne frega niente dei blush, specie se costosi, ma questo è così perfetto che lo comprerei solo per guardarlo. Ovviamente non si può usare qualcosa con quel rilievo, sarebbe un crimine.
10. Anastasia Beverly Hills – Liquid Lipstick in Pure Hollywood – 20$ – sono tutte pazze per la palette per il contouring o il Dip Brow di ABH, io invece vorrei TUTTI i Liquid Lipstick, in particolare questo bellissimo nude beige rosato. Le review non sono sempre entusiasmanti, quindi finirò col cercarmi un dupe valido.

Il dilemma “è meglio spendere tanto per un solo prodotto o è meglio spendere sì tanto, ma per tante cose diverse?” non mi darà mai tregua.

Opinioni Opinabili

La Palette che aspettavo (in tutti i sensi) – Natural Matte di Too Faced

In un mondo giusto, a quest’ora avrei tra le mani una Tartelette di Tarte a bearmi della sua perfezione: 12 colori naturali e matte che già solo a vederli in foto mi riempiono il cuore di giuoia.
Nel mondo reale invece, per avere una Tartelette devo spendere l’equivalente in denaro di tutto il make up che possiedo, perché al costo della palette (44$) devo aggiungere spese di spedizione, sovraprezzo europeo e ulteriori indulgenze alla chiesa.
Appurato che avere una palette con colori naturali e tutti matte è un’utopia totale, ho praticamente fatto urletti da dodicenne al concerto degli One Direction quando ho scoperto che la Too Faced stava per lanciare sul mercato una palettina quasi idntica alla Natural Eyes MA con soli ombretti opachi.

Ora, storiella divertente che non fa ridere: per qualche mese me ne sono stata buona perché speravo che uscisse in Italia presto; quando ho visto che no, col cazzo che stesse uscendo presto, ho chiesto ad una gentile commessa di Sephora se sapesse qualcosa delle nuove uscite. Lei mi ha risposto ridendo, e cito le sue testuali parole, “è uscita da poco in America? Ah, allora fra otto mesi uscirà anche qui!”.
L’ho ordinata su Amazon UK, non accorgendomi che comunque sarebbe arrivata dall’America.
Una settimana dopo l’ordine, era uscita su Sephora Italia.

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MA VA BENE COSÌ, perché alla fine tutto è bene quel che finisce bene, la palette è arrivata, è stupenda, la amo, ecc ecc.

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Veniamo alle caratteristiche: la Natural Matte è una palette di metallo, con chiusura a calamita, che contiene uno specchio e 9 ombretti opachi sui toni del marrone. Tre ombretti sono più grandi degli altri sei, cosa che apprezzo perché di solito i più chiari si usano con più abbondanza come se si stesse usando una cazzuola da muratore.
Il packaging è molto carino, molto curato e con dei colori molto eleganti, sui toni del marrone e del rosa cipria. La stampa è praticamente identica alla Natural Eyes ma con colori più scuri, cosa che approvo moltissimo.

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Nella palette troverete anche una guida su come realizzare tre look diversi, ma non la trovo molto originale, visto che usare il colore chiaro nell’angolo interno, quello scuro nell’angolo esterno e quello medio nella piega è una cosa a cui anche la più capra delle youtuber sa arrivare, però vabbè, la grafica di questa Glamour Guide è molto bella e mi piace lo stesso.

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(A causa dell’ombra proiettata dalla macchina fotografica, dei nomi non si leggono, non è colpa della palette ma della mia incapacità di fotografare superfici metalliche e riflettenti)

Come la Natural Eyes, anche la Natural Matte si divide in tre sezioni: Day, Classic e Fashion, ma nulla vi vieta di mixare gli ombretti come meglio credete.

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La prima fila, Day, è composta da tre colori dal sottotono neutro/freddo, ovviamente tutti – indovinate un po’ – naturali.

Heaven è un color crema molto chiaro, ottimo da usare come illuminante sull’arcata sopraccigliare o nell’angolo interno dell’occhio.
Cashmere Bunny (nella foto mi è partita una E in più) è un marrone freddo molto chiaro (anche se nello swatch non sembra), perfetto da usare nella piega dell’occhio come colore di transizione.
Sexpresso (LOL) è sempre un marrone dal sottotono freddo ma molto più scuro, davvero utile per intensificare un look.

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La fila centrale è la Classic, che non capisco cosa abbia di classico ma va bene, non voglio stare qui a sindacare su cosa alberga nelle menti dei signori Too Faced. Secondo me è la fila più interessante perché pur essendo sempre sui toni del marroncino, il sottotono è spiccatamente rosa/prugna. O forse sto dicendo una vagonata di stronzate e non distinguo bene bene le sfumature, ma a me sembra proprio così.

Lace Teddy è un rosa chiaro, direi un rosa cipria chiaro, da usare su tutta la palpebra.
Strapless è BELLO, è un marroncino chiaro dal sottotono spiccatamente rosa.
Risqué è un marrone scuro dal sottotono rosa, sembra quasi tendente al prugna ed è uno dei motivi per cui ho comprato l’intera palette.

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La terza fila è la Fashion e trovo che tra le tre sia la più particolare.
Sono tutti marroncini quasi aranciati, il sottotono è molto caldo, soprattutto in quella centrale.

Nudie è un marroncino chiaro, direi un taupe se solo avessi davvero capito cosa sia un taupe. Data la sua natura neutra, lo vedo come un colore perfetto per la piega della palpebra.
Honey Butter è assieme a Risqué il colore che mi ha convinta all’acquisto. Lo definirei un color burro d’arachidi, è un marrone chiaro aranciato, è caldo, è particolare, è… non lo so, è bello bello bello, spero solo che mi stia bene.
Chocolate Cookie è un marrone intenso, caldo e dal sottotono arancione.

Tutti gli swatch sono stati fatti sul braccio con le dita, senza primer e passando solo una volta.
Sono ombretti pigmentatissimi, non li trovo polverosi e si sfumano che è una meraviglia.

I colori in comune con la Natural Eyes sono quattro (Heaven, Cashmere Bunny, Sexpresso e Nudie) , quindi quasi la metà. Non so se le nuove tonalità possano giustificare l’acquisto della Natural Matte nel caso abbiate già la Natural Eyes, ma se siete amanti dei colori matte è sicuramente una tentazione da far prudere le mani.
In combinazione con la Naked Basics sento già aprirsi all’orizzonte migliaia di possibilità diverse, che a causa delle mie skills ancora da perfezionare col pennello da sfumatura sembreranno tutto fuorché differenti l’una dall’altra.
I colori della Natural Matte sono perfetti usati anche con le varie Naked di Urban Decay, proprio per la versatilità dei tre diversi sottotoni.

Siccome non esiste che io compri qualcosa senza provarlo subito, ho approfittato di una vera occasione mondana, ovvero andare dal medico.
Ho usato pochissimo prodotto perché sono scrivono come degli uniposca. Durano TANTISSIMO se usati con il primer. Senza non ci ho mai provato perché la mia religione mi vieta di mettere l’ombretto senza il primer.

DSC01069(Honey Butter su tutta la palpebra mobile, sfumato con Nudie nella piega dell’occhio, Chocolate Cookie sull’angolo esterno e sulla linea delle ciglia sia superiori che inferiori. Il mascara è il Better Than Sex, un po’ grumoso per i miei gusti, e il primer utilizzato è lo Shadow Insurance, tutto Too Faced)

La palette è disponibile da Sephora al prezzo di 36€.
Sossoldi, ma spero mi duri abbastanza da non doverne comprare immediatamente un’altra.

AH! Un’ultima cosa. Spinte da manie di grandezza ma soprattutto da voglia di poter sparare cazzate o fare acute e importanti osservazioni (AHAHHAHAHAAHHAAH), io e Martina abbiamo aperto sia una pagina facebook QUI sia un account Twitter, QUI. Se vi va di seguirci ci farà piaceressimo e vi ameremo forever. ♥

Cose Fighe · Opinioni Opinabili

3 Prodotti sotto i 5€ che compro facendo finta sia roba di £u$$o

Non ho una mente brillante e quando devo spendere soldi in prodotti per la skincare c’è sempre una vocina nella mia testa, che a volte raggiunge i decibel di un grasso tenore, che mi sussurra “perché spendi soldi in cose che non puoi sfoggiare? Prendi un rossetto che è meglio! Prendilo! Preeeeeendilooooo!”.
La risposta sarebbe chiara e puntuale, del tipo “zitta vocina, la mia pelle devo portarla con me fino alla fine dei miei giorni, devo trattarla bene che poi mi potrei ritrovare a 30 anni con la stessa pelle di Donatella Versace” ma certe abitudini sono dure a morire, e a volte mi lascio abbindolare solo ed esclusivamente dal prezzo basso.
D’altro canto non sta scritto da nessuna parte che i prodotti validi debbano per forza essere pagati con un rene e una cornea, e che a cercarle bene ci sono alternative economiche che funzionano ugualmente, perché diciamocelo, le rughe esistono, la pelle tende a cedere e non c’è crema che possa del tutto fermare questo decadimento strutturale.
È un mondo brutto e duro.

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Quindi eccovi 3 prodotti per la vostra skincare che potete comprare anche se siete momentaneamente con le proverbiali pezze ar culo.

– Latte Detergente Viviverde Coop – 200ml – 3,90€

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L’ho comprato a causa del prezzo e dell’inci quasi perfetto, ma solitamente non uso latti detergenti ed ero scettica: l’ultimo che provai era un Nivea che non toglieva NULLA a meno che non si usasse al posto dei dischetti di cotone uno smerigliatore. Questo qui invece non so che mix letale sia, ma se usato senza dischetto e direttamente massaggiato sulle palpebre, è riuscito a sciogliermi sia il Lash Sensational di Maybelline che il They’re Real di Benefit, mascara che non vanno via manco se vendi la tua anima a Satana.
Di solito passo dell’acqua micellare con un dischetto di cotone per togliere il grosso del trucco, e poi mi dedico agli occhi con questo latte. Mi lascia la pelle morbida, e come sappiamo tutti ci tengo moltissimo al mio contorno occhi arido.

– Thalasso Scrub In Primis – 600ml – 3,80€ circa

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Quando Gloria scrisse su Vita Su Marte (uno dei miei siti preferiti in assoluto) un post su uno “scrub poratcho”, oltre ad aver riso moltissimo si è anche accesa la scintilla maniacale negli occhi che di solito viene alle protagoniste dei manga quando hanno trovato il modo per adescare il proprio amato di turno: volevo quello scrub e lo volevo subitissimo. Sono volata all’Eurospin.
L’ho preso e boh, è fantastico. Probabilmente dentro ci sono sali ed acquaragia, ma non importa, perché scrubba tutto a livelli disgustosi e non irrita la pelle. Non sono una fanatica dell’inci bio a tutti i costi ma neanche ho voglia di fare orge in un mare di siliconi e parabeni, quindi per il momento ho deciso di fare attenzione solo alle cose che mi spalmo addosso senza risciacquare.
Lo so, lo so, un passo alla volta. Mi baso tantissimo su come reagisce la mia pelle piuttosto che fissarmi su alcuni ingredienti. Questo qui sarà pure pieno di petrolio appena estratto dal pozzo però oh, a me non dà problemi.

– Stick Labbra alla Vitamina E SPF 15 The Body Shop – 4,4 gr – 4€

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Di solito gli stick labbra o i burrocacao mi fanno un brutto effetto: non idratano una straminchia di niente. Ho raggiunto il nirvana con un lip butter sempre The Body Shop, ma cosa fare se si vuole un po’ di protezione solare, soprattutto qui a Roma che è già estate piena? Ci pensa sempre The Body Shop, con uno stick labbra alla vitamina E con SPF 15 che, udite udite, idrata davvero le labbra. Lo uso appena inizio a truccarmi e lo faccio assorbire bene, e poi applico il rossetto come sempre.

Se usate uno di questi prodotti lasciatemi un commento e ditemi come vi siete trovate! ♥

DIOSANTO NO

Specchietti per le allodole | 3 Prodotti che io proprio non capisco

Partiamo dal presupposto che io sono una persona di media intelligenza che si fa facilmente abbindolare da cose superficiali quali: marche, packaging, fama, eccetera. Uso il collutorio solo ed esclusivamente perché ne ho trovato uno in confezione rosa, ho recentemente deciso che non comprerò un siero che ho provato la settimana scorsa solo perché la marca non la conosce nessuno e il packaging è troppo anonimo, anche se la mia faccia non è mai stata così felice come dopo averlo usato. Non sono inoltre capace di accontentarmi di un dupe se posso spennarmi un po’ di più e prendere il prodotto originale. Insomma, sono un’idiota.

Ci sono però al momento 3 prodotti sul mercato che io proprio…cioè…non capisco…perché? Cosa sono? Ma chi se li compra? Ma davvero la gente ci casca?
Partiamo dal primo (e con questo ci sono cascata anche io).

TANGLE TEEZER

Io vorrei conoscere quella persona che un mattino si è svegliata, ha preso il telefono, ha chiamato il Signor Tangle Teezer e gli ha detto ‘ho un’idea meravigliosa per un prodotto tutto nuovo che farà impazzire tutti: UNA SPAZZOLA SENZA MANICO. EH? EH? GRANDIOSA IDEA, EH?’ per potergli chiedere perché. Perché ha pensato che fosse una buona idea.

Ne ho comprata una solo perché piace a tutti ed è viola (=idiota). La prima volta che l’ho provata in doccia ho tirato giù parecchi santi dal calendario.
Mi è scivolata di mano 7 volte. Sette. I dentini sono così morbidi e minuscoli che non sono riusciti ad andare oltre i primi dieci capelli, costringendomi così a dividere la chioma in ciocche da 3 millimetri ciascuna e rendendo il processo di spazzolamento (spazzolazione? spazzolitudine?) lungo 30 minuti, quando con la mia fedele spazzolona di Poundland (£1) ci impiego cinque secondi netti. Sono ancora qui che mi mangio le mani, perché la stronza mi è costata £16 che non rivedrò più.

VENUS SNAP

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Un rasoio da viaggio. Un rasoio (uno, uno solo) da viaggio.

– Signora mi spiace, la sua valigia pesa troppo e non si chiude.
– Oh cielo, come faccio adesso?
– Faccia lei.
– Ma non capisco, ho preso il mio Venus Snap che peserà anche di più di un rasoio normale (perché ha il suo cofanetto, capisce?) ma è DECISAMENTE più piccolo. In totale di UN CENTIMETRO! CAPISCE? E l’ho pagato solo 8 Euro in più di una confezione di rasoi BIC da 12! VEDE LA CONVENIENZA?

Non osate portare in viaggio un rasoio normale. Qualcuno potrebbe vederlo (non avrebbe il suo astuccio privato) e potrebbe concludere che le vostre ascelle non sono naturalmente lisce come quando avevate 3 mesi. FATE ATTENZIONE.

(Detto questo, è troppo carino e probabilmente lo comprerò)

STILA ONE STEP CORRECT

Questo proprio non ce la faccio. Non ci riesco proprio. Sto avendo difficoltà anche a scrivere.

Se avete fatto anche voi le elementari saprete che ci sono dei colori che sono complementari ad altri colori. È un concetto molto semplice e utile che viene spesso applicato al make-up, in quanto madre natura ha deciso che sventure diverse = colori diversi. Quindi le occhiaie sono viola, i brufoli son rossi, eccetera. E se applichiamo dei colori complementari a queste imperfezioni, ne mitighiamo l’appariscenza. E fin qui ci siamo.

In questo caso abbiamo 3 colori:

  1. Un lavanda chiarissimo che sei hai l’itterizia ti aiuta a non sembrare morente (viola / giallo)
  2. Un verdino mela che aiuta ad uniformare le zone in fiamme della faccia (verde / rosso)
  3. Un color pesca che aiuta con le zone blu e violacee della pelle (arancione / blu)

Quel geniaccio del Signor Stila ha pensato di unirli tutti in un unico prodotto.

Riflettiamo un attimo.

3 colori, ognuno con proprietà diverse date SOLO ED ESCLUSIVAMENTE dal fatto di ESSERE DI QUEL COLORE.
3 colori, insieme. Mischiati.
Viola + verde + arancione.

Ci stiamo capendo? Che colore esce, mannaggia al giacomino? Marronaccio vomito? Qual è il colore complementare del marronaccio vomito? A cosa mi è complementare? CHE CAZZO STATE FACENDO? MA CI RENDIAMO CONTO? MA SIAMO CRETINI?

Pausa.

Respiro.

Se avete voglia di farvi prendere per il culo dateli a me quei 24 euro che vi racconto di come la democrazia sia cosa buona e giusta.

 

 La vostra amara Martina

Vita Vera

Le 7 Fasi dello Shopping da Sephora

Disclaimer: questo post è un mix di fatti dolorosamente personali, esperienze delle amiche e un briciolo di chiaroveggenza su cosa succederà domani alla sottoscritta.

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Fase 1 – “Faccio Solo Un Giro”
Sei in stazione, sei in anticipo perché in cuor tuo sapevi già di voler fare incursione nei vari negozi, sei sola, sei debole.
Cerchi di far finta di niente, lanci un’occhiata alla vetrina di Tally Weijl non capendo né come si pronunci né la muoooda delle ggiovani regazzine de oggi, ti fingi interessata persino ai tramezzini mollicci di Chef Express.
Ma lo sai che sei attratta da quelle vetrine tirate a lucido come Edward Cullen era attratto dalla puzza di Bella: vorresti che non fosse così, vorresti essere altrove, ma non puoi negare quell’impulso primordiale, che sembra dirti ENTRA. VARCA LA SOGLIA. COMPRA.
E così hai già un piede sul pavimento nero, e con la coda dell’occhio vedi che sei circondata dai colori e dagli scintillii, e il mondo fuori sembra solo un posto cattivo che non ti capisce.

Fase 2 – “No Grazie, Sto Dando Un’Occhiata”
Ci sono due categorie di commesse che lavorano da Sephora:
– quelle anime bellissime che al tuo “NO, grazie, sto dando un’occhiata” ti rispondono con il sorriso (vero o falso che sia) e con un semplice ma efficace “prego, se ti serve qualcosa chiedi pure!”
– quelle maledette che ti dicono “vuoi provare X? Vedo che ne hai bisogno perché sembri un po’ Y!”
(Esempio per esperienza tristemente personale:
“Ciao! Vuoi provare il nuovo Roller Lash di Benefit?”
“No grazie, anche perché se lo provo poi lo compro, non posso!”
“Ahaha dai! Anche perché vedo che hai le ciglia molto dritte, ti SERVE qualcosa che le incurva!”
AMICA STAI CALMISSIMA CHE COME SONO LE MIE CIGLIA È UN PROBLEMA MIO, STO ANCHE USANDO IL THEY’RE REAL CHE HO COMPRATO DA VOI, PERCHÉ VUOI FARMI QUESTO)

Sospetto che nel training di alcune addette vendita di Sephora ci siano giornate dedicate al “Come insultare le clienti e far passare l’insulto come un consiglio”.
Lo so che dovete vendere, lo so che conoscete l’effetto dei vostri negozi sulle povere stronze come me.
Lasciatemi sola col mio dolore, le mie ciglia dritte, il mio contorno occhi arido e la mia povertà.

Fase 3 – “Provo Solo Qualche Rossetto”
Visto che ormai sei lì, perché non provare quel rossetto di cui hai sentito parlare in un video di quella youtuber sconosciuta?
Perché non swatchare tutta la Naked 2 sul braccio per l’ennesima volta?
Che fai, non lo provi il correttore Urban Decay?
E così via, fino a non avere più centimetri di pelle che non siano ricoperti da rossetti, ombretti, glitter e matite nere.
Finisci col prendere i dischetti di cotone e lo struccante che fortunatamente sono in quasi tutti i corner, ti dai una pulita sommaria, fai per buttare i dischetti ormai lerci, ti accorgi che i cestini sono pieni; l’unica cosa da fare è guardarti intorno con aria confusa e poi metterli in tasca, nonostante la tentazione di buttarli a terra, o peggio di infilarli nel c…NASO della commessa di prima.

Fase 4 – “Quasi Quasi Lo Prendo…”
È matematico che ci sia ALMENO UN prodotto che ti piaccia.
Sai che non ne hai bisogno, sai che costa troppo, sai che forse manco lo userai, ma in quel momento a te non frega uno stracazzo di niente: lo vuoi. Fine. Game over.
Non sei più te stessa, non sei più lucida (di mente, la tua faccia probabilmente sarà madida di sudore per lo sforzo di trattenerti dal prendere tutto), non sei più niente se quel benedetto gingillo cosmetico non sarà tuo.
Inizi a fare i conti di quanto hai speso nel weekend, che se non mangiavi quella pizza al lardo e colpevolezza ora avresti altri soldi da spendere dalla tua dea Sephora e avresti pure meno ciccia, che se evitavi di comprare roba inutile come mutande e calzini forse quel primer occhi sarebbe stato tuo…
Ma poi, ridacchiando (nella tua testa) come una quindicenne che compra il Bacardi Breezer (chiedo scusa alle quindicenni, ai miei tempi andava di moda quello, ora cosa usate per far finta di essere sbronze?) pensi solo a cose come #YOLO e “NON COMPRO PIÙ NIENTE PER UN MESE” (AHAHAHAHAHHAHA): contatti la commessa che prima ti ha guardato cordialmente stupita quando al suo “hai il contorno occhi arido” le hai risposto che la crema da 180€ non la vuoi e le dici “SCUSI, VORREI PRENDERE QUESTO”.
Se siete fortunate, prenderete UNA cosa.
Se siete deboli, e credetemi che non siete sole e non lo sarete mai (vi capisco moltissimo), probabilmente prenderete anche altro. Molto altro.
In ogni caso, il momento della fila alle casse è quello che tutte noi dobbiamo temere, a prescindere da acquisti mirati e follie impulsive.

Fase 5 – “Uh, Ma Costa Così Poco…”
Ho sentito delle youtuber chiamare la fila alle casse “the aisle of doom”.
Hanno ragione.
Sei lì in fila, con la Sephora Black (o Gold se siete irrecuperabili) in mano, eccitata, ti guardi intorno.
E attorno a te ci sono solo cose che costano poco, perché sono quasi sempre minisize. Sono lì. Per attirarti, come le falene contro le fiamme in estate. E nonostante tu sia più intelligente di un lepidottero qualunque, farai la loro stessa fine.
Inizi a farci un pensiero.
“Oh, ma questa è la cipria MUFE, che piccola, durerà poco? Sta solo 14€ contro i 40€ della full size…”
“Il Porefessional! Lo provo? Sta solo 10€!”
“Oddio, un unghia di prodotto della GlamGlow per soli %#@ euro! Pochissimo!”

Quella davanti a te ha appena finito di pagare il suo conto da 380€, la guardi malissimo mentre sta per ritirare lo scontrino.
Hai pochissimi secondi per decidere: che fare?
Comprare qualche minisize convincendosi che sia un vero affare?
Essere forti e granitiche?
In un impulso malato, afferri sciattamente qualcosa a caso e sbatti tutto sul bancone.
È finita.

Fase 6 – “Cazzo.”

Esci dalle porte di vetro e ti senti bene, le commesse ti sorridono compiaciute, non vedi l’ora di provare i tuoi nuovi acquisti, di instagrammare tutto usando descrizioni e hashtag discutibili, tipo “spesuccia di oggi ihihihih xD xD #citrattiamobene #lu$$o”.
È quando il tuo culo si spalma sul sedile del treno che sbianchi e realizzi.
Hai appena speso un mucchio di soldi per un mucchio di stronzate.

Fase 7 – “Vabbè… L’importante È La Salute.”

I viaggi in treno sono fatti per riflettere.
Pensi che la vita è breve e che se ci sono piccole cose che ti fanno felice è bene cedervi.
Pensi che tanto i soldi non fanno la felicità, mentre quello che hai appena comprato può aiutarti a sentirti meno cessa, e quindi più sicura di te, e quindi più felice.
Menti a te stessa, ma sai che in fondo in fondo hai ragione tu.
Molto in fondo.
Vabbè, ormai è andata così.
Siamo esseri umani. I momenti di debolezza capitano a tutti.
Ma la prossima volta, ah, la prossima volta…

(fonte foto: vampyvarnish)