Cose Fighe

Giudicare libri dalla copertina, vol. I – Benefit Cosmetics

Dicono che non bisognerebbe giudicare un libro dalla copertina, ma io sono una di quelle persone che, da quando ha il kindle, si ritrova a comprare libri cartacei proprio per la copertina.

Se l’appeal di certi prodotti è tale che riuscirebbero a venderteli anche nei sacchetti trasparenti per il congelatore, figuriamoci se te li presentano con un packaging curatissimo e attento ai minimi particolari.

Quando entro da Sephora di solito vengo letteralmente attirata da colori e lucentezze tanto da sembrare una gazza ladra, quindi suppongo che la sovrabbondanza di elementi dorati sia studiata a fondo dai responsabili del marketing.

Oggi voglio parlare di un brand che ha una linea inconfondibile, con tinte pastello e un sapore retrò: sì, sto parlando di Benefit.
I Brow Bar dentro Sephora sono in assoluto la mia parte del negozio preferita, si vede la cura dei dettagli e la certezza che loro SANNO come abbindolarti. Non amo particolarmente le confezioni dei loro blush in polvere, visto che sono di cartone e mi danno l’idea di un prodotto poco duraturo, ma più e più volte mi sono soffermata a guardare i loro prodotti perché “ma che cariiiiiiiiiini”. Sì, sono tendenzialmente scema.

Partiamo subito con gli ultimi arrivati, ovvero il Roller Lash e il Puff Off.

Il primo è un mascara a quanto pare miracoloso, che prenderò sicuramente se un giorno si degneranno di fare la versione travel size. Ebbene, tutte le commesse di Sephora ne avevano uno appeso al collo assieme a dei bigodini, anche questi rosa, che sottolineano il potere incurvante del mascara. Io non l’ho provato, ma mi pare evidente che lo voglio, fortissimamente voglio. Martina invece ce l’ha e ne ha parlato nel post precedente.

Il secondo è un gel per le occhiaie, che dovrebbe “stirare” via i gonfiori, le pieghette e donare uno sguardo più rilassato. Non ne conosco l’efficacia ma quando ho visto che l’erogatore in metallo è a forma di ferro da stiro non ho fatto altro che borbottare “è geniale. GENIALE!” come l’imbecille che sono.

Mi piacciono tanto anche i disegni e i colori dei Porefessional, sia il primer che la cipria. La cipria in particolare ha una confezione interessante, dal momento che ha un minipennello incorporato; non sono ancora arrivata a portarmi la cipria in borsa, ma quando succederà probabilmente vorrò una cosa come questa.

Watt’s Up!, oltre ad essere un bellissimo illuminate dorato, ha anche un packaging carino ma funzionale; da una parte c’è il prodotto, dall’altra una spugnetta per sfumarlo.

Più che del prodotto in sé, mi piace la SCATOLA degli ombretti.

Vorrei poter dire che le foto presenti in questo post siano mie, ma invece no, visto che ho solo quattro prodotti1 Benefit e nessuno particolarmente fotogenico. La fonte è il profilo instagram ufficiale BenefitCosmetics, sul quale torno subito a sbavare.

1. Ho l’Erase Paste, i minisize dei They’re Real e il gloss Dallas, tutti presi o in saldo o con lo sconto Sephora perché faccio solo acquisti intelligenti (o perlomeno voglio convincermi di ciò)

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2 risposte a "Giudicare libri dalla copertina, vol. I – Benefit Cosmetics"

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