Cose Fighe

Giudicare Libri dalla Copertina, vol. II – Too Faced

Oggi dovevo parlarvi, non so ancora se positivamente o spalando merda, di alcuni prodotti della W7 che ho preso su ebay, di cui sono curiosissima perché se tutto va bene sono dei validi dupe di alcune cosine interessanti.
Ed invece il caso ha voluto che una congiunzione astrale sfavorevole mi bloccasse a casa del mio ragazzo in preda ad un raffreddore magistrale accompagnato da mal di gola, ciclo, brufoli e invasione di cavallette.
Niente pacchetti da scartare, niente prodotti da provare, solo miseria e desolazione.

Ne approfitterò per riprendere la mia rubrica per le povere vittime di tutto ciò che è carino e curato, ovvero il packaging delle marche più famose.

La volta scorsa ho parlato di Benefit, oggi parlo di Too Faced perché mi sento polemica e devo incanalare la mia energia su qualcosa di totalmente inutile.

Too Faced è una marca che a prima vista mi fa schifo: è estremamente girly in un modo troppo zuccheroso, c’è un’overdose di glitter e fucsia e oro e alcuni prodotti sono esteticamente cagate aberranti. Insomma, una costosa versione dei trucchi di Barbie Magia delle Feste.
Poi però a guardare meglio ci sono cose invece molto carine che comprerei. Per ora di Too Faced ho solo un kit di minisize uscito per Natale (ad Ottobre era già finito ovunque), ho adocchiato già la Chocolate Bar, anche se forse preferisco la Semi Sweet che a quanto pare non uscirà in Italia, il Melted Lipstick che preferivo pare sia quello che dura meno tra tutti e insomma, non essendo io figlia di sceicchi o riccastri vari, sono acquisti che devo ponderare a lungo e che solitamente vengono scavalcati da bisogni più impellenti, quali altri rossetti Mac o altri correttori.

Partiamo dalle palettine, quelle piccoline; da qualche anno hanno capito che questi vari orrori qui erano troppo terrificanti per continuare serenamente per quella strada, che dal Cioè continuavano ad uscire trucchi più curati, quindi hanno iniziato a fare roba di metallo molto, molto più guardabile e senza occhi disegnati con la prima versione di Photoshop. La nuova Sugar Pop per esempio è molto fotogenica pur rimanendo in un campo quasi pacchiano.

Poi ci sono loro, le Chocolate Bar. Come aspetto preferisco la prima, mentre come colori di ombretti credo mi piaccia di più la Semi Sweet. Il bello è che sanno di cacao perché sono fatte con del cacao vero e proprio, cosa che da sola mi ha conquistata. Qualcosa al cacao che non ingrassa e anzi ti fa dimagrire perché poi non hai più soldi per fare la spesa? YES PLEASE.

Il famosissimo mascara Better Than Sex, che con quel nome lì potrebbe sembrare ad occhi poco attenti un vibratore da borsa, mi piace molto nonostante il rosa perché ha il nome in rilievo e non stampato, cosa che lo rende subito meno cheap.

Per lo stesso motivo mi piacciono anche i rossetti La Crème, anche se tendo a non apprezzare i rossetti a cilindro senza la punta, visto che li trovo odiosissimi da applicare. Comunque sono dorati con il nome Too Faced in rilievo.

Una cosa che stavo quasi per comprare in un impeto di follia è il nuovo duo blush/terra Soul Mates. Il cofanetto è a forma di cuore e mi ricorda tantissimo le Polly Pocket che avevo quando ero piccola, è stranamente quasi elegante e, soprattutto, le due colorazioni disponibili portano il nome di due coppie famosissime: Carrie & Big e Ross & Rachel. Non ho mai visto Sex and The City ma ho visto per la prima volta Friends l’anno scorso ed è una delle serie entrate nella top 5 delle mie preferite. Fortunatamente per il mio portafoglio, Ross & Rachel hanno il blush rosa e non pesca come quello di Carrie & Big. Senza contare che io non uso la terra, e se la usassi non userei quei colori. Peccato.

I blush a forma di cuore sono uno dei prodotti caratteristici del brand, ma a me non dicono molto. Quando sono da Sephora preferisco di gran lunga osservare con ammirazione la cipria illuminante Sweetheart Beads; un po’ perché non ho mai avuto una cipria con le perline, un po’ perché mi piacciono le stronzate diverse dal solito.

Tutte le foto sono prese dal sito ufficiale Too Faced. Spero che non mi facciano causa, anche perché la mia è pubblicità gratuita. Anche se ho usato termini come “pacchiano” o “cagate aberranti”.

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5 Prodotti che prima di leggere questo articolo non volevi. Ma adesso sì.

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Soap & Glory – Archery

Sono una di quelle persone che non ha ancora ben capito questa cosa delle sopracciglia. Quando ero giovincella io tutti dicevano che le sopracciglia dovevano essere finissime. Molte mie compagne di scuola son cadute nella trappola dell’over-pluckaggio e si sono ritrovate con delle cosine così fini e ridicole che sembravano peli capitati lì su quella zona della faccia per sbaglio.
Adesso mi sento dire che invece folto è bello, scuro è IN, e pure che non è un crimine contro l’umanità avere i capelli biondissimi e le sopracciglia nere. Mi dicono anche che l’oro giallo va di nuovo bene e che le unghie vanno di nuovo portate a punta.

Insomma, un’intera identità adolescenziale nel cesso per amor della moda, io sono disorientata.

Questa cosa delle sopracciglione però mi va anche bene, anche solo per il fatto che disegnarle fa meno male che tirarle via.
Ho scoperto questo aggeggino dopo mesi di matitoni per le ciglia che non sono l’ideale per imitare dei peletti: ha un pennellino finissimo da una parte e una mina minuscola dall’altra. Così puoi scegliere se preferisci il bagnato o l’asciutto per riempire quel gap lasciato dal pelo mancante che hai tirato via con tanto zelo in memoria dei bei tempi andati. E al contrario di quel che pensassi è facilissima da usare e non produce la forfora sopraccigliare come alcune polveri (capita solo a me…vero? … ).

So che la Soap&Glory non esiste in Italia, ma Boots spedisce anche lì. Prego.

Bourjois-Happy-Light-Matte-Serum-Primer

Bourjois Happy Light Matte Serum Primer

Sì, sì, lo so. Neanche la Bourjois esiste in Italia. Ma il discorso di Boots vale anche qui.

Sapete cosa dicono dei primer: che fanno male alla pelle, che soffocano i pori, assfissiano la luce, uccidono bambini e leggono Fabio Volo.
Quindi se siete un pochino spaventate dall’idea di spalmarvi in faccia uno strato di silicone io vi capisco. Lo sono anche io un po’.

Quindi quando l’altro giorno giravo da Boots nella disperata ricerca di QUALCOSA da comprare, QUALUNQUE COSA, mi son fermata davanti allo stand bourjois, un po’ amareggiata dal fatto che i loro fondotinta, che a quanto pare sono ottimi, non andassero bene per me per una becera questione di colori.

Poi ho addocchiato questa boccettina, tutta luminosa e carina, che leggeva ‘Happy Light Matte Serum Primer’.

Cosa cosa cosa che cosa? Un prodotto che è un primer, ma che è anche un siero, mi rende la pelle opaca ED È PURE FELICE E LUMINOSO?

Volevo prenderne dieci ma era rimasto l’ultimo. Son corsa a casa a provarlo e caro bambinello in culla, che meraviglia di prodotto. Che meraviglia. È bellezza, morbidezza, luce, respiro, tutto quello che vorreste da un primer, ma che non fa male perché è anche un siero. L’ho già detto che è anche un siero? È anche un siero.

Cipria-Kiko

KIKO Soft Light Powder

La KIKO è un po’ ovunque lì in Italia quindi siamo a posto.

Parliamo di contouring. Un argomento che spaventa molte di noi. Da dove cominciare? Cosa cercare? Perché le Youtuber sembrano scolpite in marmo e io sembro non aver superato la fase ‘ahahah ma cosa ti sei messa in faccia’?
Le risposte sono due:

1. In video un trucco pesantissimo può risultare molto naturale.
2. Siamo onestamente delle capre a fare questo diavolo di contouring.

Se il vostro problema è più attinente al secondo caso, io vi consiglio di iniziare con le creme. Le polveri sono delle bastarde.
Se invece siete bravissime con creme e polveri, è probabile che leggere questo blog non vi serva a una mazza quindi chiudete tutto e andatevene.
Se siete bravine ma avete il sospetto che la polvere che state usando non vi stia facendo nessun favore, cambiate polvere.
Questa terra/cipria KIKO è uno dei miei amori segreti. Non è troppo arancione ma neanche troppo grigia, è facile da sfumare ed è la prima polvere che non si è fatta odiare profondamente. E quanto mi faccio il contouring al naso non sembra che mi abbiano presa a pugni (simmetrici).

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Rimmel Lasting Finish by Kate

Mettetevi le scarpe, lavatevi quella faccia che pare non dormiate da 100 anni ma che vi siate comunque appena svegliate, e uscite di casa per andare a comprare questo rossetto.

Un colore qualunque, non importa. Non siete delle donne superficiali e complete se non possedete almeno uno dei rossetti della collezione Kate di Rimmel. Io NEANCHE LI USO I ROSSETTI, perché il 90% dei colori mi sta malissimo. Ma di questi ne ho due. DUE.

Genti, voi non capite. Questo è proprio uno di quei casi che una cosa la dovete avere per forza. Sono opachi ma le labbra non si desertificano dopo due ore come con i rossetti MAC (o Revlon, non fatemi iniziare a parlare dei rossetti Revlon) o le tinte a lunga tenuta. Sono morbidi e opachi e cremosi e ommioddio li voglio tutti.

Rimmel-Wake-Me-Up-concealer
Rimmel Wake Me Up Concealer

Prendete il Pro Longwear Concealer di MAC, aggiungete un po’ di gentilezza alla formula in modo che non si attacchi violentemente ad ogni singola cellula della vostra pelle (incluse quelle in mezzo alle rughe) ed otterrete il Wake Me Up Concealer di Rimmel.

Io sono una grande fan del Pro Longwear, però ha appunto un paio di difettucci: uno è la violenza della formula sopracitata, l’altro è il prezzo equivalente ad un occhio della testa dell’ultimo dei ciclopi.

Il Wake me Up concealer è tutto ciò che ho sempre desiderato da un correttore:

  • Coprente ma non tortifero (= cakey).
  • Portatore sano di prezzo decente
  • Portatore di luce
  • Ottava meraviglia del mondo

Quindi non avete molte scuse per non comprarlo. Fate solo attenzione ai colori, Soft Beige è l’unico con tinte rosate, tutti gli altri sono giallognoli.

Volete tutto? Andate e comprate, amiche mie. E amici, che qui non si fanno discriminazioni.

La vostra luminosissima Martina

Opinioni Opinabili

Nexa Lite, ovvero come evitare il Clarisonic | Review

L’altra sera, ebbra di siti di shopping online in cui non potevo permettermi manco le spese di spedizione, sono approdatata su Maquillalia, un’isola felice che vende prodotti di make up e skincare a prezzi spesso stracciati. Mentre estatica consultavo le pagine dedicate a marchi che credevo vendessero solo oltreoceano, noto in prima pagina un’offerta in corso per il weekend. Era niente di meno che una spazzola per il viso, cosa su cui mi sono fissata da qualche settimana e su cui non riuscivo bene a capire come orientarmi.

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Certo, esiste il (la?) Clarisonic, che ho più volte guardato con sospetto e ammirazione da Sephora, ma costa 150€ e la cosa mi destabilizza moltissimo. Come se non bastasse, la spazzola (ce ne sono diversi tipi a seconda delle proprie esigenze) va cambiata ogni tre mesi, e ogni spazzola costa 25€. Ci sono addirittura delle spazzole ultra luxury che costano 30€ l’una, è vero che hanno setole morbide come cuccioli di unicorno, ma rimangono comunque spazzole.
Quindi non solo spendi 150€ che, se il prodotto funziona, potresti anche investirli in un impeto di follia e disgusto verso te stessa/o, ma ti ritrovi anche con una specie di mutuo trimestrale di 25€. È come dover comprare una Naked Basics con lo sconto del 10% ogni tre mesi! Io la mia Basics ce l’ho da quasi un anno e già mi sento malissimo all’idea di comprarne una nuova.

Insomma, vedo il prezzo di questo Nexa Lite e non faccio in tempo a rendermene conto che già stavo cliccando compulsivamente su COMPRALO SUBITO, amabile pulsantino che non fa altro che mettermi ansia assecondando la mia smania del vogliotuttoelovoglioora.

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Giustamente dopo averla comprata mi sono messa a leggere le (poche) recensioni online, perché sono notorialmente un genio. Per fortuna ho trovato recensioni positive e mi sono messa tranquilla ad aspettare il mio bel pacchetto1.

Ho dilaniato la busta e afferrato esultante la scatola; è tutto scritto in spagnolo ma abbastanza comprensibile. Il kit comprende: il corpo della spazzola che funziona con due pile stilo incluse, una testina con setole morbide per pelli sensibili, una con setole normali per pelli normali, una con setole dure per lo scrub, una in spugna per l’applicazione di creme e una in silicone per il massaggio viso. Inoltre c’è anche un piedistallo in plastica dove mettere la spazzola inutilizzata e una pochette traforata, utile nel caso si vogliano riporre le spazzole ancora non completamente asciutte.

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Ma come si utilizza questa spazzola? È facile come lavarsi i denti2; si sceglie la testina che si vuole usare, si inumidisce e si aggancia alla base. Se volete potete usarla con un gel detergente, ad esempio potete prima struccarvi (soprattutto gli occhi, visto non può essere usata sugli occhi) e completare la pulizia con la combo spazzola + detergente a piacere. L’ho provato e vi giuro, credevo di aver tolto tutto, e invece le setole si sono tinte di giallo. Mi sono sentita molto zozza e impura, io credevo davvero di essermi struccata per bene! Una volta pronta, semplicemente si accende tramite il pulsante e si passa sul viso con movimenti circolari. La versione precedente della Nexa era a rotazione, mentre la Nexa Lite è a vibrazione. Io la passo circa 10-15 secondi per zona, ovvero mento, guance, fronte, naso e collo, insistendo solo sulle zone più problematiche. La testina per lo scrub la uso solo su mento e naso, e solo quando vedo che ce n’è bisogno. Quella del massaggio facciale non ho ancora capito come diavolo funzioni. Quella in spugna per l’applicazione di creme è molto piacevole ma preferisco impastarmi la faccia con le dita.
Rispetto al Clarisonic, sicuramente è meno accattivante dal punto di vista costruttivo (ovvero è fatta di quella che io chiamo “plasticaccia”), ma è anche più piccola e leggera, il che può essere un fattore positivo. Non ha bisogno di corrente elettrica perché funziona con due pile AA, che sono incluse nella confezione; quelli di Maquillalia probabilmente sanno che sono pigra come un sacco di tuberi e mai e poi mai avrei alzato il culo solo per andare a comprare delle pile.

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Ormai la sto usando con la testa a setole morbide da più di una settimana tutti i giorni e, siccome sono in PMS, qualche imperfezione ce l’ho. Ma ho notato dei miglioramenti? Se devo essere sincera, sì. Sento la pelle più levigata, certo non a livello bocciuolo di rosa, ma abbastanza liscia da giustificare quei soldi che ho speso. È uno step in più nella skincare quotidiana, lo trovo molto piacevole e non mi pesa assolutamente guardare con sguardo vitreo il mio riflesso nello specchio mentre per un minuto mi smeriglio la faccia. Ok, smerigliare non è il termine adatto, ma rende bene l’idea.

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In definitiva, io ve la consiglio se come me cercavate qualcosa che funzioni ma che non costi quanto una cornea. Se non siete sicure, magari aspettate che vada di nuovo in sconto, mi pare che a volte succeda.

La vostra levigata Gioia

 

1. Dentro ho trovato anche uno specchietto per la borsa e un pacchetto di caramelle Haribo, per me questo basta per tornare a comprare sul sito.
2. La sottoscritta si è data diverse volte brutte spazzolinate su denti e gengive, poiché coordinata e graziosa come una ballerina di danza classica.

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Mac Cinderella | Stroke of midnight & Royal ball | Review e lacrime

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Dopo attente ricerche, decine di video su youtube, articoli di swatches vari e sogni infranti, ho deciso che della nuova collezione Cinderella di Mac volevo solo due cose: la palette Stroke of Midnight, e il rossetto Royal Ball.
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Se volessi raccontarvi l’epopea di cosa ho dovuto fare e quanto ho dovuto aspettare per mettere le mai su questi due semplicissimi e costosissimi prodotti potremmo ritrovarci alla veneranda età di 86 anni e sarebbe probabilmente troppo tardi per poter iniziare a godere dei frutti delle mie ricerchedisperate, visto che questa linea non è stata decisamente pensata per pelli:

  1. Un po’ più mature (diciamo oltre e 12 anni)
  2. Di un colorito naturale (se sei leggermente più scura di, non so, biancaneve, lascia proprio perdere)
  3. Con i pori. Se hai pori come un qualunque essere umano, o anche una qualunque texture a caso, questa linea non fa per te. Se hai la faccia di porcellana invece sì.

A vederla sembra carinissima (okay, è BELLISSIMA), e la plastica azzurrina non è, come può sembrare dalle foto, una plastichetta scadente e fina come quella dei cosmetici marca cazzicammina che trovi alla fiera di paese la Domenica. È bella sturdy e ci ha anche i riflessini viola quando i raggi del sole sfiorano la sua liscia superficie.

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Chiaramente dopo aver speso i soldoni per queste due cosine non potevo mica metterle lì in bacheca a farsi guardare, dovevo COME MINIMO provarle.

I colori della palette sono bellissimi, ma mentirei se dicessi che sono facili da sfumare insieme (specialmente Stroke of Midnight), sono DAVVERO difficili. Polverosi e pesanti ma non esattamente generosi. Ci ho messo un po’ per ottenere un risultato decente (e rovinare conseguentemente tutto con una foto di merda):

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1. Vapour ovunque
2. Phloof sulla goccia interna, al centro della palpebra mobile e sull’arcata sopraccigliare
3. Omega no, non c’entra proprio nulla
4. Quarry come colore di transizione sulla piega
5. Satin Taupe sull’angolo esterno
6. Stroke of Midnight sotto l’occhio e un po’ a caso sulla zona smokey.

Di meglio non ho saputo fare. Forse potevo sfumare il viola un po’ di più ma si stava facendo buio.

E poi il rossetto Royal Ball.

Che sembra essere tutto ciò che si possa desiderare da un rossetto, ma la realtà è che non ha un colore. Un po’ come l’altro della linea, butterfly qualcosa. Sembra molto carino da vicino, ma con il resto della faccia attorno non è assolutamente lusinghiero se non hai le labbra liscie come due petali di rosa. Il tutto perché è un LUSTRE. UN MALEDETTO LUSTRE.

MACcinderella7E quindi niente, non so se li ricomprerei potessi tornare indietro, ma sono felice di averli perché sono una stupida (e anche una grande fan Disney).

La vostra lustrissima Martina

Cose Fighe

Giudicare libri dalla copertina, vol. I – Benefit Cosmetics

Dicono che non bisognerebbe giudicare un libro dalla copertina, ma io sono una di quelle persone che, da quando ha il kindle, si ritrova a comprare libri cartacei proprio per la copertina.

Se l’appeal di certi prodotti è tale che riuscirebbero a venderteli anche nei sacchetti trasparenti per il congelatore, figuriamoci se te li presentano con un packaging curatissimo e attento ai minimi particolari.

Quando entro da Sephora di solito vengo letteralmente attirata da colori e lucentezze tanto da sembrare una gazza ladra, quindi suppongo che la sovrabbondanza di elementi dorati sia studiata a fondo dai responsabili del marketing.

Oggi voglio parlare di un brand che ha una linea inconfondibile, con tinte pastello e un sapore retrò: sì, sto parlando di Benefit.
I Brow Bar dentro Sephora sono in assoluto la mia parte del negozio preferita, si vede la cura dei dettagli e la certezza che loro SANNO come abbindolarti. Non amo particolarmente le confezioni dei loro blush in polvere, visto che sono di cartone e mi danno l’idea di un prodotto poco duraturo, ma più e più volte mi sono soffermata a guardare i loro prodotti perché “ma che cariiiiiiiiiini”. Sì, sono tendenzialmente scema.

Partiamo subito con gli ultimi arrivati, ovvero il Roller Lash e il Puff Off.

Il primo è un mascara a quanto pare miracoloso, che prenderò sicuramente se un giorno si degneranno di fare la versione travel size. Ebbene, tutte le commesse di Sephora ne avevano uno appeso al collo assieme a dei bigodini, anche questi rosa, che sottolineano il potere incurvante del mascara. Io non l’ho provato, ma mi pare evidente che lo voglio, fortissimamente voglio. Martina invece ce l’ha e ne ha parlato nel post precedente.

Il secondo è un gel per le occhiaie, che dovrebbe “stirare” via i gonfiori, le pieghette e donare uno sguardo più rilassato. Non ne conosco l’efficacia ma quando ho visto che l’erogatore in metallo è a forma di ferro da stiro non ho fatto altro che borbottare “è geniale. GENIALE!” come l’imbecille che sono.

Mi piacciono tanto anche i disegni e i colori dei Porefessional, sia il primer che la cipria. La cipria in particolare ha una confezione interessante, dal momento che ha un minipennello incorporato; non sono ancora arrivata a portarmi la cipria in borsa, ma quando succederà probabilmente vorrò una cosa come questa.

Watt’s Up!, oltre ad essere un bellissimo illuminate dorato, ha anche un packaging carino ma funzionale; da una parte c’è il prodotto, dall’altra una spugnetta per sfumarlo.

Più che del prodotto in sé, mi piace la SCATOLA degli ombretti.

Vorrei poter dire che le foto presenti in questo post siano mie, ma invece no, visto che ho solo quattro prodotti1 Benefit e nessuno particolarmente fotogenico. La fonte è il profilo instagram ufficiale BenefitCosmetics, sul quale torno subito a sbavare.

1. Ho l’Erase Paste, i minisize dei They’re Real e il gloss Dallas, tutti presi o in saldo o con lo sconto Sephora perché faccio solo acquisti intelligenti (o perlomeno voglio convincermi di ciò)